Emiliano perde ancora pezzi: si dimette assessore Mazzarano. Borracino lascia maggioranza e apre crisi

Scioglie le riserve il consigliere regionale di Liberi e Uguali, della compagine Sinistra Italiana, Mino Borracino, mentre i due colleghi di MdP, Abaterusso e Pino Romano attenderanno la riunione di maggioranza del prossimo 4 aprile, dopo Pasqua. Il presidente della Regione Puglia potrebbe cominciare ad avere numeri risicati, si aprono lacerazioni nella sua Giunta, mentre quattro consiglieri regionali del Pd, Donato Pentassuglia, Fabiano Amati, Ruggiero Mennea e Sergio Blasi,  hanno avviato la loro fase di ascolto nelle province e un altro assessore Pd, Michele Mazzarano allo Sviluppo Economico, si dimette per inchieste e presunto voto di scambio, dopo le dimissioni di Filippo Caracciolo.

La coalizione del governatore Michele Emiliano perde un pezzo a sinistra, dopo la discussa nomina di Simeone Di Cagno Abbrescia, paventata da mesi e poi concretizzatasi ieri. Oggi Borracino in conferenza stampa a Bari ha spiegato le ragioni del suo dissenso.

“Non usciamo dalla maggioranza solo per la nomina a Presidente di AQP, di Simeone Di Cagno Abbrescia, leader e deputato di Forza Italia in Puglia oltre a essere stato già sindaco di Bari, semmai è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.  Usciamo convintamente perché da due anni oramai non condividiamo più le scelte politiche/amministrative del presidente Emiliano. Sanità, Rifiuti, Agricoltura, Acquedotto, Aeroporti, Caporalato, privatizzazioni in sanità, Sanitaservice, randagismo, gara per mense ospedaliere, esternalizzazioni per servizi universitari, neo borbonismo, CoReCom, mancata attuazione legge 194/78, sono solo alcuni dei più importanti temi che ci hanno visto contrapposti alle decisioni prese da Emiliano.  Il Presidente Emiliano si è rivelato in modo definitivo il principale agente del trasformismo nelle scelte di governo, una scelta lucida, accompagnata da una deriva esplicita verso la privatizzazione di assetti strategici di competenza regionale”. L’eletto di sinistra elenca tutti coloro che sono trasformisti per Sinistra Italiana e le “nomine, insopportabili, politicamente parlando di personale politico della destra”.  Si va da Saverio Tammacco, ex Consigliere provinciale del centrodestra, nominato nel CdA di Puglia Sviluppo. A Francesco Spina, ex Sindaco di centrodestra di Bisceglie, collocato nel CdA di Innovapuglia. Da Ninni Borzillo, ex consigliere provinciale di Forza Italia nominato Commissario di quattro Consorzi di bonifica a Fabrizio D’Addario, Forza Italia, presidente del CdA di Innovapuglia; dimessosi a seguito di un’indagine a suo carico, ripescato come Amministratore unico di Sanitaservice Bari.
La nomina di Di Cagno Abbrescia a Presidente di AQP va in direzione del rafforzamento dell’idea di acqua come bene pubblico, bene comune? No, secondo Borracino.
“Emiliano vuole una maggioranza/’pastone’, senza una visione di prospettiva, senza scelte compatibili con una logica almeno genericamente progressista, in cui può esserci chiunque, purché gli dichiari fedeltà e si accontenti di qualche pezzettino di sottogoverno.  La cifra che ha caratterizzato finora la gestione di governo di Emiliano è il completo capovolgimento della logica di centrosinistra, per la quale è stato eletto Presidente. In tal modo ha messo una pietra tombale sulla ‘primavera pugliese’.
Recuperiamo ora piena libertà di azione, nell’interesse esclusivo dei Pugliesi, provando a costruire una nuova prospettiva di governo della Cosa pubblica di Sinistra per la Puglia”.





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