Centrodestra, flop Di Donna. Vitali: “Avremmo perso anche se candidavamo Madonna”

Analisi del voto e riorganizzazione del centrodestra a Bari all’Interporto Regionale della Puglia con Massimo Cassano e Filippo Melchiorre

Analisi del voto e riorganizzazione del centrodestra a Bari all’Interporto Regionale della Puglia con Massimo Cassano e Filippo Melchiorre, entrambi rimasti fuori dal Parlamento dopo il 4 marzo. Dopo lo svuotamento emotivo e la forte delusione morale per una vittoria che appariva scontata ed invece è andata fallita, hanno riflettuto: c’è da ricominciare a correre per il governo del Comune di Bari e della Regione.
“Siamo ancora qua. Il nostro progetto ha un nome e cognome: Massimo Cassano. Dobbiamo andare avanti”, ha detto Paolo Pate davanti ad un folto gruppo di fedelissimi insieme ai senatori Costa, Nocco, al consigliere regionale Gianni Stea e il consigliere comunale Picaro.


“La storia politica di Massimo Cassano comincia dal quartiere San Paolo. In politica non c’è tempo per fare bilanci, bisogna correre. Lui ha scalato un ghiacciaio a mani nude. Se tutto il Sud si è tinto di giallo un motivo ci sarà. Il centrodestra non ha parlato di Sud: abbiamo avuto lo scotto di parlare di flat tax, avevamo un collegio con aree popolari in cui la gente ha voluto cambiare”, ha osservato Pate. “La delusione ha colpito tutti, ma ripartiamo insieme. Questo gruppo ha la necessità di sapere con te in testa quale sarà il ruolo per la città di Bari. Ci sono tanti amici che vogliono scendere in campo per la città di Bari. Noi abbiamo lottato contro un nemico invisibile. Il M5S ci ha denigrato sui social. Questo gruppo ha una vision su Bari, una città svilita”.
Cassano ha detto di aver subito insulti e minacce in campagna elettorale. “Chi ha insultato mio suocero, venga a trovarmi. Questi signori sono tutti segnati”.
“Qualcosa non è andato per il verso giusto – ha continuato -. Il Sud è stato da sempre abbandonato, abbiamo avuto in passato giganti della politica che hanno determinato lo sviluppo del territorio. Poi abbiamo avuto dei nani, che hanno portato a rafforzare alcuni territori. Ce l’hanno fatta pagare. Sono un recordman di preferenze, non ho mai avuto un avviso di garanzia. Mi sono sempre sentito libero di dire quello che volevo. Renzi va premiato per essere un emerito deficiente, la legge elettorale con le preferenze alle regionali ha fatto vincere il centrodestra o il centrosinistra, quella per le Politiche ha consegnato il Sud ai 5 Stelle. Nonostante siamo arrivati al 39% in alcuni collegi, il M5S ha superato il 50%”.

Non se la sente di fare una critica a Gino Vitali, che ha gestito una fase difficilissima del partito berlusconiano. Cassano vuole andare in controtendenza.
80mila voti. Non avercela fatta lo ha tonificato, ha detto Melchiorre, che ha annunciato che “non c’è nessuna sfida” tra lui e Cassano per il Comune.
A l’Immediato Cassano è stato netto. “Con le preferenze avremmo avuto molti più seggi, la fase successiva ora è far governare i Cinque Stelle per rendere visibile il loro voto nascosto e per far naufragare le loro chimere. Gli elettori hanno deciso di cancellare una parte della politica. Su Bari noi abbiamo già pronte 5 liste civiche e 2 per la Regione Puglia, il nostro avversario non è più il centrosinistra, ma il Movimento 5 Stelle. Per vincere la competizione dovremo mettere insieme almeno 5 liste civiche su Bari. È stata una sconfitta cocente. Ho ottenuto 80mila preferenze, Forza Italia è passata dal 6% al 28%. A Bitonto, Triggiano eravamo al 2% , ma il Rosatellum ha bruciato una classe dirigente. In più noi non avevamo la Lega forte come al Nord, ma abbiamo preso percentuali altissimi. Ho spiegato il programma del centrodestra ma non è servito perché avevano deciso di spazzare via i partiti. Il reddito di cittadinanza li ha convinti: siamo andati nei patronati non è stata una fake news, i cittadini ci sono andati”.
Primarie dunque per la candidature a sindaco di Bari e a Presidente di Regione, per rivitalizzare il centrodestra, ora che il centrosinistra in molte aree della città è sotto il 10%.
Al Comune di Bari in pole position Antonella Rosselli, individuata da Cassano per la prossima sfida.
Da Foggia per Cassano gli esponenti del movimento Io ci sono con Rino De Martino e il commercialista e consigliere comunale sanseverese Leo Lallo, il consigliere comunale foggiano Pasquale Rignanese, il cardiologo Maglieri ed altri giovani azzurri. Gino Vitali atteso fino alla fine, è arrivato in extremis. Interrogato sul flop a Foggia di Michaela Di Donna è stato perentorio: “Avremmo perso anche se candidavamo Madonna“.