Cani e gatti, si ride a crepapelle al Giordano di Foggia con la Compagnia Palcoscenico

Una commedia esilarante e ricca di equivoci, com’è nella tradizione della comicità popolare, nata col maestro Enzo Marchetti

Il Piccolo Teatro e la Compagnia Palcoscenico hanno portato ieri sera la loro allegria e il loro senso di comunità al Teatro Giordano di Foggia, con una commedia esilarante e ricca di equivoci, com’è nella tradizione della comicità popolare, nata col maestro Enzo Marchetti.

In scena “Cani e gatti”, per la regia  di Dino La Cecilia, una nuova produzione della Compagnia, liberamente adattata in dialetto foggiano e tratta da una delle indimenticabili farse del grande Eduardo Scarpetta.

Rappresentata per la prima volta nel lontano 1901 “Cani e gatti” si ispira, come ha sottolineato Dino La Cecilia, a degli originali francesi di Alexandre Bisson come “Les surprises du divorce” (1888), “Les erreurs du mariage” (1896) e, soprattutto, “Jalouse” (1897).

Il giovane regista foggiano ne ha contestualizzato gli ambienti e i modi di fare, catapultando il testo nella Foggia dell’inizio del ‘900, con tutti i tic e le manie dei foggiani. Dal perbenismo di facciata all’amore per le paste e pastarelle, immancabili nelle case borghesi dell’epoca come in quelle attuali.

Sul palco le vicende familiari di Felice e della sua gelosissima Ninetta, che decidono di mettere al corrente dei loro litigi i cognati. Questi, venuti a sapere della possibile separazione della coppia, fingono di litigare anche loro per mettere i due di fronte alla loro triste condizione. Intrecci e colpi di scena si susseguono davanti agli spettatori. Con un finale rocambolesco. La realtà è ribaltata: chi litiga come cani e gatti si ama e si rispetta, chi invece appare felicissimo e amorevole, tradisce a più non posso. La gelosia esiste insomma laddove non c’è niente da spiare e controllare.

Grandi le interpretazioni di Fabio Conticelli e di tutto il cast, composto da Francesca D’Elia, Carmen Garofalo, Rita dell’Aquila, Rosario Curcelli, Sarah Panessa, Lorenzo Morra, Fabio Maggio, Tonio di Maggio, Gino di Stefano e Dino La Cecilia. 

Molto in parte l’attrice protagonista Ninetta, capace di rendere al meglio i cambi di registro del suo personaggio, che si tramuta in un essere mostruoso per la gelosia. Voce, corpo, presenza scenica, l’attrice tiene sulle spalle insieme ad un divertentissimo Conticelli e alla coppia di servitori, tutto il primo atto con grande efficacia. Nel secondo, l’arrivo di Dino La Cecilia sulla scena illumina ancora di più la commedia, che diventa fisica e grottesca. Si ride moltissimo in platea e sui palchi.

Scroscianti gli applausi finali, insieme alla compagnia, il regista ha ringraziato l’assessorato di Anna Paola Giuliani, per la sua fiducia nei giovani. “Il Teatro Giordano per noi è un arrivo”, ha detto emozionato La Cecilia. Gli attori non hanno sfigurato rispetto ai nomi di grido che arrivano nel contenitore storico cittadino con la stagione di prosa, anzi hanno regalato un vento di freschezza, recuperando il senso vero del teatro, che è anzitutto gioia e capacità di stare insieme, superando le barriere dell’incomunicabilità e dell’intellettualismo. Il riso costringe il pubblico a scomporsi e a lasciare un po’ di sé a teatro, in una osmosi con gli attori.

Il regista ha poi ricordato tutte le collaborazioni e lo sponsor, La Prima di Luigi Giannatempo. Dalla Scuola di trucco teatrale Gamax al Service di Massimo Russo, all’Afe, Accademia foggiana emergenza, che con i suoi fondi sta donando dei defibrillatori alla città con Francesco Angeloni. “Una mission importante, il secondo defibrillatore sarà installato in teatro per una società cardioprotetta”. Tante le iniziative del gruppo Afe impegnato nel progetto “L’arte che batte”, “terapisti del sorriso”.

Continuano gli impegni, la compagnia sarà in scena per tutto il mese nello spazio di Via Delli Carri con la commedia “Ma tu vide nu poche’”. Ci saranno delle sorprese per l’estate, si annunciano grosse partnership insieme ai ragazzi di Bellavita Eventi.