Manfredonia, denunciò giornalista per diffamazione ma ora è imputato per calunnia

Avrebbe dovuto pensarci più di una volta prima di querelare un giornalista per diffamazione a mezzo stampa, ben sapendo che quanto riportato nell’articolo del cronista corrispondeva a verità. Ma ci ha voluto provare, fallendo e riportando tutte le conseguenze della sua iniziativa, poichè da presunta persona offesa si è ritrovato ad essere imputata per calunnia”.

La vicenda è avvenuta in provincia di Foggia e riguarda un vecchio articolo sullo sgombero forzoso di un immobile storico (utilizzato dal denunciante illegittimamente e che il Comune ‘proprietario’ voleva libero per lavori di restauro e il ritorno al pieno godimento della comunità). Il giornalista avrebbe diffamato il denunciante poiché nell’articolo si faceva riferimento alla “recidività” dell’inquilino abusivo, alludendo al fatto che già in passato gli era stato intimato di lasciare l’immobile. Il querelante sostenne di non aver mai ricevuto notifica ritenendo denigratorio tale addebito. La Procura di Bari avanzò richiesta di archiviazione in merito alla posizione del giornalista ravvisando nella querela dell’occupante gli estremi del reato di calunnia, con trasmissione alla Procura di Foggia per competenza territoriale.

L’avvocato del giornalista interessato ai fatti, il legale Pierpaolo Fischetti (foto nel riquadro) del foro di Foggia, è riuscito a produrre copia conforme della documentazione comprovante i fatti descritti nell’articolo. “La falsità e strumentalità di quanto dalla presunta parte lesa incriminato disvela in tutta la sua accecante oggettività la responsabilità dell’occupante dell’immobile di incolpare ingiustamente il giornalista sapendo di dire il falso – ha spiegato Fischetti -, tanto da indurre l’ufficio gip di Foggia a ordinare al pm l’imputazione coatta ravvisando nel proprio provvedimento la sussistenza di responsabilità penali a carico dell’odierno imputato il quale pare aver commesso un vero e proprio autogol. Oltretutto – ha evidenziato il legale – in tale perverso disegno criminoso (parrebbe pleonastico sottacerlo), vi è di mezzo anche l’amministrazione della giustizia ingannata e incaricata (addirittura due Procure della Repubblica, Bari e Foggia) di occuparsi di una falsa notizia di reato da parte del primordiale denunciante nei confronti di un cittadino innocente che si è visto ingiustamente lesa la propria dignità e il proprio onore non solo come appartenente di questa Comunità-Stato, ma soprattutto di giornalista attento, rigoroso e apprezzato”.



In questo articolo: