M5S ai cancelli Fca di Foggia, dove si sogna l’abolizione della legge Fornero

di ANTONELLA SOCCIO

Pioggia battente, freddo penetrante. I due candidati pentastellati, l’ingegnere Marco Pellegrini per l’uninominale senatoriale e la neo medico Rosa Menga per uninominale camerale Foggia Gargano, non si fermano, pur da soli, senza militanti ad accompagnarli e senza staff per i loro profili social. Per la giornata di oggi avevano programmato del volantinaggio alla Fpt Fiat Indutrial in Zona Asi e hanno voluto esserci anche con l’ombrello. Appuntamento all’ingresso 2 alle 13.15. Il parcheggio è gremito e pronto allo sostituzione tra i due turni.

“Posso lasciarle un nostro volantino?” chiedono i candidati. “Ma io già vi voto”, è la risposta più frequente a passo svelto di chi raggiunge lo stabilimento per il secondo turno. Pellegrini e Menga collezionano sorrisi, incoraggiamenti. L’addetto alla security Fca chiede loro di allontanarsi dalla zona di ingresso, ma poi dopo aver fatto il duro fingendosi minaccioso, chiede un santino di entrambi e li poggia in bella mostra sul desk.

Alla nostra testata web l’ex sindacalista Cgil Lino Del Carmine, ex assessore del centrosinistra di Orazio Ciliberti e storico volto di quella che un tempo era chiamata solo Sofim, dove ancora lavora, aveva già preannunciato il clima dell’azienda foggiana, i cui dipendenti, a suo avviso, sono schierati in maniera massiccia col Movimento 5 Stelle. Ma davanti ai cancelli, l’Immediato lo ha verificato di persona. Non c’è paura ad esporsi, la quasi totalità degli intervistati (più di 30 persone in meno di 20 minuti) si dice pentastellata. I pochissimi che si dichiarano per altri schieramenti, scelgono la Lega.

“Giustamente bisogna cambiare, è la prima volta che voterò Movimento, nel 2013 votai per Bersani, ma ora basta”, dice un metalmeccanico sotto la pensilina. “Vedo molto più fattibili per un cambiamento Di Maio e gli altri, bisogna rinnovare quei 4 ladroni dei partiti”, dice il collega. È vero che in azienda molti sono schierati col M5S? “È vero, a chi sento sento mi dice che voterà per loro. In spogliatoio, in mensa”, ribatte.

“Spero che le cose cambino, dal partito vecchio abbiamo avuto solo fregature”, dice un altro. “Per dare una possibilità a qualcuno, dobbiamo cambiare. Il 2013 già li votai, ma le cose non andarono come speravo. Vediamo quest’anno, il problema è che tanti dicono oggi che voteranno per il M5S, ma poi si fanno convincere. Chi ha un amico, chi un parente e finiscono col votare per gli altri”.

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“Se uno dovesse dar retta a quello che si sente in azienda, il M5S dovrebbe prendere l’80%, ma dubito che poi la gente veramente li voterà in massa”, spiega un dipendente più anziano. Un altro gli fa eco. “500 persone in azienda sono vicine alla pensione, ma per la legge Fornero dobbiamo lavorare ancora per altri anni. Tutti quelli che sono contro la legge Fornero, come me, voteranno per il Movimento, che ha promesso la quota 100. Io l’ho superata ampiamente: ho 62 anni e 40 anni di contributi, ma dovrò andare in pensione a 65 anni se non a 67 se innalzano ancora l’età. Siamo stanchi”. Anche Matteo Salvini promette l’abolizione della legge Fornero. “Sì, la promette, ma Berlusconi ha già detto che non può realizzare questa sua promessa, l’Europa è contro, invece se escono i 5 Stelle, con la riduzione dei loro stipendi, potranno andare a rimpinguare l’Inps”.

Anche Sergio Marchionne ha scaricato Matteo Renzi, non è che si avvicina pure lui al Movimento 5 Stelle? I dipendenti se la ridono. “Non credo – risponde un quadro – Marchionne sa come schierarsi. Certo, con Renzi non sta più, ma tiferà per le larghe intese”.

Il candidato premier del M5S Luigi Di Maio intanto ha annunciato il suo ritorno in Puglia. Sarà a Bari per la volata finale del “Rally per l’Italia” sabato 24 febbraio alle ore 19 al Teatro “Palazzo” in Corso Sonnino 142/d per illustrare i 20 punti del programma del Movimento 5 Stelle per la qualità della vita degli italiani. Quella di Bari sarà l’ottava delle 11 tappe serali che porteranno alle elezioni del prossimo 4 marzo.





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