Omicidio di Troia, convalidato il fermo per l’assassino di Federica. L’uomo era “un padre padrone”

Federica Ventura

Convalidato dal gip di Foggia, Armando Dello Iacovo, il fermo del 48enne Ferdinando Carella, accusato di omicidio volontario aggravato della moglie, Federica Ventura. La tragedia si è consumata giovedì scorso, in piena notte, davanti allo sguardo attonito dei due figli della coppia, 10 e 8 anni, fuggiti dalla vicina durante la furiosa lite tra coniugi.

Carella è ancora piantonato in ospedale a Foggia, in prognosi riservata a causa del fendente che si è inferto nell’addome nel tentativo di suicidarsi. Nelle ultime ore avrebbe mostrato cenni di miglioramento ma non si può ancora definire fuori pericolo. Il giudice, nel frattempo, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, oltre che per omicidio, anche per maltrattamenti in famiglia. Alcuni particolari, intanto, sono emersi dall’indagine. L’uomo avrebbe gridato “aiuto, l’ho ammazzata!”, subito dopo l’accoltellamento. Stando agli approfondimenti investigativi (indagano i carabinieri, ndr), l’uomo già in passato l’uomo avrebbe aggredito la moglie tanto da strattonarla più volte e tirarle i capelli, esclamando: “Ti devo mandare ai cipressi”. Federica confidò ad alcune amiche che aveva intenzione di separarsi considerando Carella un “padre padrone”.

Anche la dottoressa UniFg, Antonella Cagnolati, un tempo docente della vittima, nella lettera scritta dopo la tragedia ha rivelato che “negli ultimi tempi Federica era spenta, assente, distratta. Capisco solo ora la portata del suo disagio, del suo “non dire”, non aprirsi, non svelare. Una giovane donna che non riusciva a trovare la forza di chiedere aiuto, che stava annegando nel suo dolore”.

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