Incubo racket a Cerignola. L’appello: “Città va presidiata nelle zone nevralgiche”

“Dopo l’ordigno esploso in Villa Comunale il 4 novembre scorso, altri quattro gravi episodi di cronaca si sono susseguiti da Natale fino a ieri: prima la bomba al panificio “Profumo di Pane” il 25 dicembre, poi quella all’attività “Al 48″ il 30 dicembre, ancora un ordigno il 14 gennaio presso un tarallificio ed infine le due bombe lanciate all’interno di una profumeria, ieri 15 gennaio alle 17.30, a causa delle quali si è sfiorata la tragedia”. I Giovani Democratici di Cerignola hanno così riassunto le ultime settimane in città, caratterizzate da numerosi atti intimidatori.

“Al sindaco, però, interessa molto di più curarsi della scarsa affluenza allo Stadio – aggiungono -, contro cui ha deciso di intraprendere una dura battaglia, che degli ultimi pesanti atti intimidatori, i quali lasciano presagire il ritorno del racket in città. Intanto, mentre il sindaco mette in mostra la sua sfrenata passione sportiva, assessori e consiglieri di maggioranza sono strenuamente impegnati nell’organizzazione di effimeri eventi e superflui simposi, gettando fumo negli occhi dei cittadini e ignorando in maniera tanto lampante quanto inaccettabile le priorità di una città che stenta a ripartire e che chiede a gran voce interventi tangibili e strutturali per riuscire a contrastare efficacemente l’ombra di illegalità che l’assale. È questa la cifra di un’amministrazione comunale che in due anni e mezzo non è riuscita a dare alla cittadinanza nessuna risposta in termini di sicurezza e ordine pubblico, e nessuna proposta concreta in materia di cultura, nonostante un’incessante escalation criminale”.

“Come GD Cerignola – evidenziano -, più volte abbiamo chiesto invano al dirigente Delvino, troppo impegnato con i Bandi e poco attento ad ordine pubblico e sicurezza, di incrementare le unità a disposizione della Polizia Locale e di tornare a presidiare la città con i Vigili, almeno nelle zone nevralgiche. Più volte abbiamo chiesto invano al Sindaco Metta di rivalutare il progetto di un Commissariato di Polizia di primo livello negli uffici dell’Ex-Tribunale, invece di destinare l’edificio alle saltuarie e inconcludenti attività messe in piedi dall’assessore Carlo Dercole, prima con “Biblionav” e poi con “Piazza delle Culture”. Più volte abbiamo chiesto invano ai vari assessori alla cultura che si sono susseguiti di intraprendere tangibili percorsi per favorire l’insediamento strutturale di una forte “cultura della legalità”. Oggi, torniamo a chiedere tutto ciò con forza, nella speranza che la coscienza spinga chi ci amministra a pensare e ad agire rispettando finalmente le priorità di questa città, perché per una notte bianca, per la Serie C e per un nuovo Palazzetto dello Sport ci sarà tempo solo se prima si riuscirà a garantire un futuro a questa città”.