Don Ciotti: “Qui la quarta mafia ma non spaventiamoci”. Ragazzi “graffiati” dalle sue parole: “Non sembra un prete classico”

“Qualcuno si è stupito, ma noi avevamo acceso prima i riflettori su Foggia. Le mafie riescono ad acchiappare e coinvolgere, i ragazzi hanno bisogno di prendere i loro punti di riferimento veri. Cittadini più responsabili non ad intermittenza. La speranza o è di tutti o non è. È solo per i garantiti. Si parte dal lavoro, le politiche sociali sono centrali. L’oppressione mafiosa, i ricatti, l’usura impoveriscono”. Così don Luigi Ciotti di Libera questa mattina a La Città del Cinema nell’incontro con il Liceo Volta in assemblea d’istituto in preparazione per il 21 marzo, la Giornata della Memoria delle vittime di mafia che si celebrerà a Foggia.

La strada è in salita, ma molto è cambiato nel Paese. La profondità del lavoro delle scuole come il Liceo Volta è un segno tangibile del cambiamento secondo il sacerdote.
Al termine dell’appuntamento i ragazzi e le ragazze si sono mostrati molto “graffiati” per usare un termine di don Ciotti dalla manifestazione.
“È stato molto interessante, forse un po’ lungo, ha parlato con grande passione. Non lo avevo mai ascoltato prima. Non sembrava un prete classico”, ha detto una giovane del IV anno a l’Immediato.

Non si sente parlare molto della mafia anche se c’è a Foggia. La nostra mafia è molto violenta”, il commento di un’altra. “Le altre mafie si concentrano sugli affari”, una studentessa. “Abbiamo iniziato con la Costituzione il lavoro con le supplenze di Diritto. Ci piacerebbe studiare di più queste tematiche”.
Qual è l’illegalità che più vi colpisce? “Le bombe. Si sente dire con rassegnazione: è esploso un altro negozio”, la risposta di una giovane.
“Noi ci saremo il 21 marzo, noi siamo anche scout – spiega un terzetto di ragazze -. Solitamente le nostre assemblee non sono così partecipate. Oggi invece c’è stata partecipazione attiva. E non c’era neppure il deterrente delle presenze. Il tema è sentito. Da noi al Volta la legalità è sentita tantissimo”.
Per molti ragazzi è l’omertà il segno distintivo mafioso di Foggia. “Non se ne parla mai della mafia foggiana. L’omertà è un po’ imposta. Io abito nella stessa strada  dove hanno sparato ad un uomo. È morto sotto il nostro balcone”. La ragazza racconta l’esperienza della sua famiglia.
“Abbiamo avuto paura”, il suo commento. Davide Stellacci maggiorenne parla delle piccole omertà. A Foggia spesso si sopportano soprusi e violenze.

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