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Home - M5S Foggia, si accende la partita delle Parlamentarie. Chi scende in campo?

M5S Foggia, si accende la partita delle Parlamentarie. Chi scende in campo?

Di Antonella Soccio
3 Gennaio 2018
in Politica
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In alto da sinistra, in senso orario, Furore, Baia, Pellegrini, Rosa Rosa, Sansone e La Riccia

di ANTONELLA SOCCIO

Il termine ultimo per presentare la propria candidatura è scaduto oggi alle 17, dopo la proroga per i disservizi sulla piattaforma Rousseau. La lista con tutti i papabili, che hanno cliccato “conferma” per le Parlamentarie sarà visibile a tutta la base solo tra 10 giorni, ma alcuni potenziali candidati al Parlamento, che dovranno superare lo scoglio del prefiltraggio di Beppe Grillo e Davide Casaleggio e delle Parlamentarie col voto degli iscritti vecchi e nuovi al Movimento 5 Stelle, hanno già annunciato la loro presenza. Nei prossimi giorni la campagna elettorale sarà animata, dalla Bat soprattutto sono già fruibili i primi spot video. Ha cominciato Giuseppe D’Ambrosio di Andria, con un video natalizio e soundtrack dalla strada.

In provincia di Foggia, forte sarà la pattuglia che si contenderà i 6 posti disponibili per il Senato. Dopo Luigi La Riccia, sul quale pesano le accuse di aver sparlato contro il Movimento con dei post social nei quali addirittura invitava a disertare le urne e a non votare la lista certificata grillina del suo paese San Marco in Lamis, ha comunicato la sua presenza per la corsa a Palazzo Madama anche l’ingegnere foggiano Marco Pellegrini, che in questi mesi si è distinto per la sua battaglia per la Corte d’Appello, DDA, Dia e Tribunale dei Minorenni con il comitato “Appelliamoci!”.

“Mi sono candidato alle parlamentarie (per ragioni di età, al Senato). La strada è lunga. C’è prima il controllo da parte dello staff, poi le parlamentarie, è lunga la strada”, ha detto ai suoi amici facebook. A l’Immediato Pellegrini ha anche rilevato il suo rammarico per la decisione di Mario Furore, che ha preferito non dimettersi da collaboratore del gruppo regionale del Movimento e consigliere politico della portavoce Rosa Barone. Il regolamento è ferreo e imponeva dimissioni, senza la possibilità di una aspettativa.“Ho la morte nel cuore. Mario ha deciso per il no. Ed era il più meritevole tra noi. È un ragazzo molto leale e non ha voluto lasciare il lavoro a metà con Rosa. Noi 5stelle siamo fatti così”.

Il 29enne Furore, per il suo consenso e il suo attivismo dentro e fuori la rete, avrebbe certamente superato il filtraggio dello staff e se votato dalla base sarebbe quasi certamente stato indicato come capolista alla Camera o come candidato all’uninominale nel collegio Foggia-Gargano. La sua sarebbe stata a detta di molti una candidatura forte al maggioritario, avrebbe dato parecchio fastidio ai big azzurri, mentre nel plurinominale avrebbe trainato bene il M5S al di là del voto di opinione, comunque fortissimo, tributato ai Cinque Stelle. Ma il giovane laureato Luiss, stretto collaboratore di Rosa Barone, come ha spiegato alla nostra testata web, ha sentito che questo non era il suo momento. Non ha voluto contravvenire alle norme etiche pentastellate. “Forse questo treno non passerà mai più nella mia vita, o forse ne passeranno degli altri, chi può dirlo, ma alla pura ambizione ho sempre anteposto altro, come la coerenza rispetto una parola data e il principio. Non ho fatto calcoli o strategie, non ho nomi alternativi da sponsorizzare, e non c’è nulla di eroico in questa scelta. Le attestazioni di affetto e stima mi daranno però la forza di andare avanti, ora più che mai, ma da collaboratore, sempre con Rosa Barone. Non trovo giusto dare le mie dimissioni a oggi, come chiede il Blog, proprio per continuare quel percorso iniziato nel 2015. Non è una questione di lasciare il certo per l’incerto, ma per il momento voglio continuare a operare per il mio territorio, sempre, e a prescindere da una candidatura, come sto dimostrando e come ho sempre fatto. Vedremo poi. Per altro le mie battaglie non sono mai state finalizzate a nulla se non a fare bene il mio lavoro. Credo che me la sarei potuta giocare seriamente, credo anche però che io e Rosa abbiamo ancora bisogno l’uno dell’altra. E i nostri sorrisi lo testimoniano. In futuro poi si vedrà”, ha scritto pubblicamente.

Insomma si tiene libero forse per le amministrative comunali, dove il Movimento avrà bisogno di compattarsi e di radicarsi, dopo le divisioni del 2014. Del resto è molto giovane, non mancheranno altri treni.

Se per il Senato, le candidature fioccheranno, per la Camera tutto appare una grande incognita. Secondo più di un attivista ci saranno diverse sorprese tra 10 giorni. Tanti ragazzi impegnati nei meetup hanno deciso di portare avanti un loro percorso in piena coscienza senza cliccare la propria disponibilità, ritenendo che altri possano fare i portavoce in Parlamento. Molti vogliono continuare a dedicare tempo ed energie più sul Comune di Foggia. Alla Camera la base potrà votare il giovane bocconiano Fabrizio Baia e Giorgio Lovecchio che compie 40 anni il 5 di marzo cioè dopo le elezioni e quindi concorre alla Camera. Dovrebbe essere candidato anche Emilio Sansone, che si è dato da fare in questi anni per via dei lavori di completamento della nuova caserma dei pompieri.

Per il Senato si fa un gran parlare del creativo Gioacchino Rosa Rosa, il quale secondo alcune informazioni trapelate nel mondo politico cittadino dei partiti tradizionali, avrebbe fatto più di una telefonata per assicurarsi qualche voto dalla base, benché sia espressamente vietato il fenomeno delle cordate. Contattato al cellulare, ci ha risposto la moglie. Rosa Rosa è influenzato e non pensa alla politica. Non si è candidato, a quanto dicono i membri della sua famiglia.

Non ha sicuramente cliccato invece Giuseppe de Lillo, il quale in rete ha stigmatizzato l’entusiasmo di molti. Questa volta ci vorrà gente competente e capace. Non basta essere stati bravi a denunciare una qualsiasi opera incompiuta oppure segnalato una buca. Bravo Di Maio con la sua apertura a dare spazio a tutti, ma attenzione a tutti coloro che dimostrano competenze”.

Lo stesso sentimento è arrivato da Matteo Loguercio storico attivista cerignolano, protagonista di tante battaglie su Borgo Tressanti. “L’eccessiva dispersione e distrazione alimentate dall’irresistibile autocandidatura e dalla “competenza ed esperienza” degli ultimi arrivati, mi ha fatto desistere dalla mia intenzione iniziale. Non mi candido”, ha comunicato a tutti.

Da Manfredonia invece, dopo le polemiche della satira contro il sindaco Angelo Riccardi gli attivisti hanno dato prova di un bellissimo video con protagonista Giuseppe, un ex lavoratore della Mucafer, che a 50 anni si è ritrovato disoccupato e che indirizzato dal meetup ad informarsi sul microcredito che il M5S alimenta con parte degli stipendi dei parlamentari è riuscito ad ottenere un finanziamento per attivare una sua startup per la sua passione sul verde.
Sono 8 i microcrediti erogati a Manfredonia grazie alla attività del meetup Manfredonia in Movimento su un totale di circa 50 erogati in tutta la Puglia su azione del M5S.

Tags: FoggiaLuigi La RicciaM5SMarco PellegriniMario FuroreRosa Barone
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