Orta Nova, agguato a Tony Cataldo: 7 colpi esplosi mentre c’era la figlia in auto

Un agguato in piena regola quello di ieri pomeriggio attorno alle 18 a Orta Nova. Nel mirino Antonio Cataldo detto “Tony”, classe ’79, ortese. L’uomo aveva appena firmato in caserma dai carabinieri e si stava dirigendo verso la sua Lancia Y blu dove ad attenderlo c’erano moglie e figlia piccola. Una o più persone lo hanno avvicinato mentre erano a bordo di un’auto esplodendo un totale di 7 colpi, tutti mirati verso il basso dunque con il chiaro intento di “avvertire” ma non uccidere Cataldo. Due i proiettili che hanno centrato la vittima, uno al bacino l’altro ad una gamba. Le pistolettate, esplose da un’arma di piccolo calibro, hanno distrutto anche un finestrino laterale della Y recando grande spavento nei familiari del 38enne. La vittima, trasportata in ospedale a Foggia (non è in pericolo di vita), è stata poi ascoltata dai carabinieri ma non ha detto nulla di rilevante per le indagini. Scarso il sistema di videosorveglianza in via Tommaso Fiore, luogo dell’agguato, perciò sarà complicato per gli investigatori trovare tracce utili dai filmati.

Cataldo è nome noto agli inquirenti ma non è ritenuto elemento di spicco della criminalità. Alle forze dell’ordine è conosciuto in quanto pizzicato in passato per reati contro il patrimonio. Nel suo curriculum spicca soprattutto la partecipazione ad alcuni assalti a bancomat in trasferta. Nel febbraio scorso proprio gli uomini dell’Arma lo arrestarono assieme ad altri ortesi: Adriano Leone, classe ‘86, F.G., classe ‘91 e B.R., classe ‘96. I quattro tentarono di far esplodere un bancomat a Lavello (PZ) ma vennero intercettati dai militari. In quell’occasione la banda scatenò un pericoloso inseguimento a bordo di un’Audi A3 a velocità folli, anche 160 km/h in strade dove il limite è 50. Una fuga proseguita fino all’agro di Cerignola dove, grazie alla reazione immediata di un dispositivo formato da pattuglie delle Compagnie di Foggia e Cerignola, l’Audi A3 fu fermata e, nonostante i malfattori tentarono la fuga a piedi per le campagne di Cerignola, furono bloccati e tratti in arresto. L’Audi A3 risultò rubata il 2 maggio 2016 a Corato (BA) e con targa contraffatta, appartenente ad una Fiat Panda a sua volta oggetto di furto a Rionero in Vulture (PZ). All’interno vennero recuperate due “marmotte” esplosive, fatte poi brillare dagli artificieri del Comando Provinciale di Bari.

Cataldo e Leone erano già sottoposti al regime degli arresti domiciliari che non fu sufficiente a porre freno alla loro indole delinquenziale. Infatti, subito dopo il controllo dei carabinieri, i due uscirono di casa per compiere il reato, sicuri di avere almeno due o tre di tempo prima della successiva visita dei militari. Gli indagati vennero arrestati per i reati di tentata rapina impropria, porto abusivo di materiale esplosivo, ricettazione e resistenza a pubblico ufficiale. La stessa banda avrebbe compiuto altri assalti nelle settimane precedenti agli arresti, soprattutto nella zona del Subappennino. Ieri Cataldo era in caserma per l’obbligo di firma, misura che gli era stata applicata dopo un primo periodo tra carcere e domiciliari.