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Home - Violenza sulle donne, più di 100 casi segnalati ogni anno a Foggia

Violenza sulle donne, più di 100 casi segnalati ogni anno a Foggia

Di Redazione
30 Novembre 2017
in Cultura&Società
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Dal 6 Settembre 2011 ad oggi si sono susseguiti in media 100 accessi l’anno, dove per accesso si intende la presa in carico di donne e/o minori vittime di violenza per cui è intervenuto un accesso spontaneo o un invio dai servizi territoriali. Dati terribili, che ribadiscono la regolare “emorragia” che pare non arrestarsi, di un drammatico e annoso problema. “E’ difficile potersi esporre in termini di risoluzione del caso – ci dice l’assistente sociale che lavora al Cav di Foggia della cooperative Ferrante Aporti e di cui manterremo l’anonimato per evidenti questioni di privacy – poiché il circuito della violenza per sua natura non si estingue facilmente, entrando in gioco una serie di fattori”.

L’occasione di far emergere ancora una volta questi dati agghiaccianti è stata data dall’appuntamento tenutosi all’Auditorium Santa Chiara di Foggia sul tema: “Il Coraggio di reagire alla violenza”, organizzato dall’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Foggia, a cui non poteva mancare la presenza e l’intervento di Confcooperative Foggia: colonna portante nel Sociale, che combatte da anni i soprusi perpetrati ai danni delle donne per mezzo della violenza fisica. Confccoperative Foggia, grazie alla sua importante rete di cooperative che lavorano nel settore, ha attivato attraverso il Consorzio Opus, un Centro Antiviolenza in cui agisce la cooperativa Ferrante Aporti. L’emozionante incontro tenutosi a Santa Chiara, e che ha visto, fra l’altro, la drammatica testimonianza di Jessica Notaro, sfregiata al viso con l’acido dal proprio fidanzato, ha rafforzato, se ce ne fosse stato bisogno, l’importanza di un centro antiviolenza (CAV), che accolga tutte le donne vittime di uomini senza scrupoli e senza morale, pronti a devastare le vite di esseri umani indifesi.

“Obiettivo del Centro Antiviolenza – ci ha dichiarato Carlo Rubino, presidente del Consorzio Opus- è quello di offrire uno spazio protetto e non giudicante in cui accogliere donne che possano trovare ascolto, informazioni utili, sostegno e confronto. Insomma un punto di riferimento – ha proseguito Rubino- per prendere decisioni opportune, valorizzando le loro risorse personali e quelle esterne su cui possono contare per poi tracciare nuovi percorsi possibili”. Ma la coop Ferrante Aporti, si occupa anche di prevenire la violenza di genere, promuovendo azioni di sensibilizzazione e formazione sul territorio. Dunque tutto, passa attraverso il rafforzamento della Rete Territoriale di Enti Istituzionali e Associazioni per contrastare il fenomeno della violenza sule donne, utilizzando linguaggi condivisi e strumenti di lavoro sinergici.
Ma quali sono le condizioni e i termini che frenano o accelerano positivamente l’iter della gestione di un caso? “Durante la gestione di un caso di competenza del Cav – ci ribadisce l’assistente sociale – può cambiare il grado di motivazione della donna in carico e pertanto anche la sua disponibilità a seguire il percorso di recupero personalizzato. Spesso poi, i tempi giuridici si protraggono per lungo tempo e questo può comportare ripercussioni sul trattamento del caso, così come la gestione di figli minori può altresì indurre la donna a voler ritirare la denuncia sporta nei confronti del partner violento, padre dei suoi figli, per cercare di mantenere il nucleo unito a loro dire “per il bene dei figli”.




Tali fattori comportano una gestione del caso complicata – insiste la dott.ssa – che si protrae nel tempo, con alternanza di momenti di stallo a nuovi accessi per via di un escalation conflittuale che ha spesso culmine in nuove aggressioni. In tal senso si sta predisponendo un adeguato piano di sensibilizzazione sul territorio, attraverso eventi anche informativi, al fine di rendere edotta la cittadinanza sugli strumenti di tutela per le donne vittime di violenza. Si intende dunque promuovere, un percorso specifico nelle scuole secondarie, garantendo un ulteriore asse di intervento dello Sportello quale quello della prevenzione primaria.  Confortanti i numeri relativamente alle denunce: attualmente, infatti- ci dice l’AS- i dati riportano che l’ 80% delle utenti hanno sporto denuncia nei confronti del presunto aggressore. Gli utenti attualmente in carico al CAV sono circa 70 (donne e minori) a cui si aggiungono i casi delle precedenti annualità ancora in carico dal punto di vista giuridico-legale.” I minori rientrano nella statistica, perché spesso i casi trattati sono di donne sposate o comunque con figli a carico, la cui violenza assistita o subita viene trattata nel totale del caso.

“A mio avviso sono ancora tante le criticità da superare nella presa in carico di casi di violenza – sottolinea l’asistente sociale- e nonostante le diverse caratteristiche di ogni singolo caso, la parte più “faticosa” da gestire è l’allontanamento di donne con figli minori in strutture protette del territorio per poter arginare il grave rischio insorto per la loro incolumità, in attesa che intervengano eventuali misure cautelari nei confronti dell’aggressore. E’ difficile poter trasferire l’importanza di questo intervento di tutela- conclude la dottoressa- in quanto inevitabilmente le utenti si sentono vittime di un sistema che per poterle difendere deve allontanare loro, come misura d’urgenza, e non l’aggressore nei confronti del quale dovrà esporsi il Giudice competente”.
In questi giorni, comunque, il Consorzio Opus, per mezzo della coop. Ferrante Aporti, partirà con un tour scolastico di prevenzione, per far conoscere e cercare di arginare la severa problematica, per mezzo del CAV gestito dalla Ferrante Aporti che offre: ascolto e accoglienza; consulenza legale; consulenza psicologica; gruppi d’aiuto; casa rifugio e accompagnamento nel rapporto con Enti ed Istituzioni.

Tags: CavDonneFoggiaViolenza
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