“Chiricò e Mazzeo? Meglio menarsi che abbassare la testa”. La carica di Stroppa verso Ascoli

Di Bari, Colucci, scontro Chiricò-Mazzeo, Ascoli e un ricordo del crollo di viale Giotto. Giovanni Stroppa è tornato a parlare nella sala stampa dello Zaccheria alla vigilia dalla trasferta nelle Marche. Dopo aver accolto l’iniziativa della società di ricordare le vittime dell’11 novembre 1999 attraverso una maglia commemorativa, il mister ha affrontato i temi calcistici: “I gol che prendiamo sono tutti a difesa schierata, c’è qualcosa che non funziona, dobbiamo dare di più. La fase difensiva è corale. Bisogna dare di più nell’applicazione, nel mettersi nel posto giusto al momento giusto”. Riguardo ai convocati restano fuori soltanto Rubin, Floriano, Figliomeni e Gerbo. L’infermeria inizia a svuotarsi. Stroppa chiude anche il caso Chiricò-Mazzeo, protagonisti di un duro scontro nell’intervallo del match contro la Cremonese: “Si sono menati, peccato, speravo lo facessero anche gli altri. Se non l’avessero fatto e avessero abbassato la testa, noi non saremmo andati in campo a fare un secondo tempo dignitoso. Hanno litigato due amici, due che stanno sempre insieme, Chiricò è il figlioccio di Mazzeo, qualche parolaccia scappa, sono cose normali. Dà fastidio che la notizia sia trapelata”.

E sull’Ascoli spiega: “Parte dal basso, gli piace il palleggio ma come noi subiscono gol”. Stroppa glissa sul caso Curci: “La società ha fatto un comunicato” mentre si dilunga sul licenziamento di Beppe Di Bari: “Sono dispiaciuto da professionista e da amico, una persona straordinaria. Lui e Colucci erano dei riferimenti per me ed insieme a me hanno raggiunto traguardi importanti. Mi ha fatto piacere che la società abbia parlato alla squadra, c’era bisogno della loro presenza, la squadra è serena e non si sente abbandonata. Credo che la società abbia spiegato i motivi dell’esonero a Di Bari, non mi dilungo oltre. Il mercato è stato condiviso col sottoscritto e sono contento dei giocatori che ho a disposizione”.





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