Diario di una mazzetta (con biscotti), così Biancofiore è finito in manette

Da sinistra, Rocco Bonassisa e Gerardo Biancofiore

di MICHELE CIRULLI

Era il 7 dicembre quando il sindaco di Cerignola, Franco Metta, denunciava un tentativo di corruzione per il progetto di finanza relativo alla costruzione del VI lotto di discarica Forcone Cafiero. Un uomo, che il primo cittadino nella sua denuncia faceva coincidere con Rocco Bonassisa, entrò negli uffici comunali fino alla sua stanza per lasciare un pacco di biscotti. Un “ricco” pacco di biscotti, poiché all’interno c’erano 20mila euro.

Scoperto il contenuto, Metta si rivolge alla polizia segnalando i nomi di Gerardo Biancofiore, numero uno di Ance Puglia, e Rocco Bonassisa, già titolare della ditta Agecos. A quasi un anno di distanza c’è la svolta nelle indagini: Biancofiore è stato arrestato per istigazione alla corruzione ed ora si trova ai domiciliari. Ecco il diario della mazzetta da ventimila euro.

16 Giugno 2015. Metta vince a sorpresa sbaragliando la concorrenza del PD. Il giorno successivo, il 16 giugno 2015, rilascia un’intervista a l’Immediato in cui racconta chi ha appoggiato la sua cavalcata a Palazzo di Città: “Altri non ce ne sono stati, eccetto l’appoggio forte in zona industriale. Gli imprenditori si sono preoccupati. Oggi ho salutato Gerardo Biancofiore, che ha sostenuto la mia campagna elettorale”. I destini di Biancofiore e Metta si intrecciano nella campagna elettorale che porta a Palazzo di Città il sindaco civico, poiché entrambi vicinissimi all’ex vescovo Felice Di Molfetta. Quest’ultimo diede la benedizione alla lista i-Cattolici, che raccoglieva pezzi di curia e di confraternite per portare acqua al mulino della coalizione civica del “Cambiamento”. Biancofiore, poi, per lungo tempo è stato l’imprenditore più attivo in curia per quanto riguarda la costruzione di chiese e l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei luoghi di culto.

Giugno 2015. Franco Metta promette: “Perché non sarò più sindaco di Cerignola se si avvieranno i lavori per la realizzazione, un’altra volta a Cerignola, del sesto lotto della discarica. Il sesto lotto non si farà mai fino a quando io sarò sindaco di questa città!”. Queste le parole pronunciate dal neo eletto sindaco durante la cerimonia di insediamento dopo una campagna elettorale in cui lo slogan principe era stata l’opposizione ai rifiuti.

Aprile 2016. Ad un anno dalle promessa di dimettersi in caso di realizzazione del VI lotto di discarica, Metta cambia idea. È scritto nei verbali del Consorzio di cui è presidente: “La situazione del VI lotto mi esporrà ad attacchi ed accuse fino a quando la cittadinanza stessa non comprenderà l’importanza strategica del VI lotto. È necessario guardare in prospettiva, fino al 2018”. In 12 mesi non solo si rimangia una promessa (“non sarò sindaco se si farà il sesto lotto”) ma rigira la frittata sui cittadini “che non capiscono l’importanza del sesto lotto”. Da qui i destini di Metta e Biancofiore tornano ad incrociarsi. Pericolosamente, questa volta.

23 settembre 2016. L’associazione temporanea di impresa del gruppo Bonassisa (Rocco sostiene di non farne più parte), la Sedir di Biancofiore e la Riccoboni di Parma inviano una manifestazione di interesse per un progetto di finanza per la costruzione del VI lotto. Sul tema cala il silenzio da parte del sindaco di Cerignola e di tutti i sindaci del Consorzio. Anche le associazioni ambientaliste, in prima battuta, nicchiano, salvo poi fissare incontri in commissione puntualmente disertati dai vertici SIA srl. L’idea è chiara: scorporare in due tronconi la Sia. Il primo riguarda la raccolta, il secondo – rivolto ai privati- riguarda l’impiantistica

Novembre 2016. SIA srl non avrà un progetto di finanza che affidi la gestione ai privati. Lo scrive Franco Metta sul proprio profilo Facebook. “Non succederà mai”.

Franco Metta

31 ottobre 2017. Dopo le dichiarazioni di Biancofiore rese al pm, ritenute “discordanti”, e acquisiti gli sms intercorsi con il sindaco Metta, la polizia arresta Gerardo Biancofiore. Ora l’imprenditore si trova ai domiciliari, a quasi un anno dalla denuncia del primo cittadino di Cerignola.