Le trame del clan Romito e l’arresto di “Baffino junior”: il responso della Cassazione

Quitadamo

I carabinieri della Compagnia di Manfredonia, nello specifico quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno tratto in arresto il pregiudicato 28enne Andrea Quitadamo (in foto), di Mattinata, noto col soprannome “Baffino junior” (ritenuto soldato del clan Romito e fratello minore di Antonio “Baffino” Quitadamo), tra l’altro già in carcere dal 2 ottobre scorso a seguito di aggravamento della misura degli arresti domiciliari cui era sottoposto, in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare domiciliare emessa nei suoi confronti dal Tribunale della Libertà di Bari.

Quitadamo fu arrestato dai carabinieri della Compagnia di Manfredonia l’8 aprile del 2016 per concorso nel tentato omicidio di Antonio Pio Prencipe, commesso a Mattinata nella tarda serata precedente. Dopo un primo periodo in carcere venne quindi sottoposto agli arresti domiciliari. 

Il 31 ottobre 2016 fu però ricondotto presso il carcere di Foggia, poiché coinvolto, insieme ad altri 18 indagati, nell’operazione “Ariete”, condotta sempre dai carabinieri. In particolare Quitadamo e altri otto (tra cui il boss Mario Luciano Romito, morto ammazzato il 9 agosto scorso nella strage di San Marco in Lamis) erano stati individuati come responsabili dell’organizzazione di un assalto ad un portavalori da compiere lungo la strada Mattinata-Vieste (in zona Vignanotica), assalto che non venne portato a termine proprio per l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Manfredonia, supportati dal Nucleo Elicotteri di Bari.

Tornato ai domiciliari con braccialetto elettronico, il 2 ottobre scorso Quitadamo è stato nuovamente arrestato e condotto in carcere dai militari di Mattinata, in esecuzione questa volta di una nuova ordinanza cautelare più grave emessa nei suoi confronti a seguito delle dichiarazioni rese in aula da Prencipe, vittima l’anno precedente del tentato omicidio, il quale, a pochi giorni dall’udienza in cui doveva essere ascoltato, era stato aggredito a Manfredonia da tre persone riportando lesioni (la vittima stessa aveva riferito che l’aggressione era stata commissionata proprio da Andrea Quitadamo).

L’arresto odierno ha quale presupposto l’esigenza cautelare legata alla personalità di “Baffino junior” (nel frattempo accusato infatti anche di un tentato omicidio) ma attiene proprio all’operazione Ariete.

Nello specifico, il Tribunale della Libertà nella sezione riesame di Bari, che in un primo momento non aveva ritenuto sussistere tutti gli elementi che configuravano appieno il tentativo di rapina al furgone portavalori, così come configurato da carabinieri, Procura e gip di Foggia, a seguito dell’intervento della Suprema Corte di Cassazione sulla vicenda, che, al contrario, ha invece ritenuto quanto raccolto sufficiente a configurare pienamente il delitto tentato, ha riformulato le proprie valutazioni e, proprio sulla figura di Quitadamo, nel frattempo colpito da un fermo per tentato omicidio ed ordinanze di custodia, ha ravvisato le esigenze cautelari che richiedono una nuova custodia, quella appunto cui è stato ora sottoposto. 





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