La foggiana Vazapp all’Agripride di Reggio Emilia. Partono i “distretti del cibo”

L’autunno di Vazapp è cominciato da Reggio Emilia. Nelle scorse settimane il team foggiano ha dato vita ad una speciale edizione di Contadinner nella suggestiva cornice del Chiostro grande San Pietro. 6 anfiteatri del grano, 160 tra agricoltori e stakeholder ed altrettanti ospiti.

Sono i numeri dell’evento realizzato grazie alla partnership con Future Food Institute di Bologna, e che ha chiuso Agripride, il meeting internazionale dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e dell’Ambiente che si è svolto proprio a Reggio Emilia il 29, 30 settembre e 1° ottobre, registrando anche la partecipazione del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina che da questa sede ha lanciato ufficialmente i “Distretti del Cibo” che saranno inseriti nella legge di bilancio.

Il team di Vazapp si è poi spostato a Bergamo per la nuova edizione di Agrogeneration, l’evento patrocinato da Mipaaf e CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) che ha accompagnato il G7 dell’Agricoltura, svoltosi dall’11 al 13 ottobre e che ha accolto studenti, ricercatori, agricoltori, startup, imprese, esperti del settore per confrontarsi su argomenti quanto mai attuali: la difesa del made in Italy, il valore delle filiere e del ruolo della ricerca.

Tra gli eventi clou della tre giorni dedicata all’innovazione in campo agro-alimentare, proprio la Contadinner di Vazapp.

Lo scorso 12 ottobre, le balle di paglia hanno accolto le storie di giovani contadini provenienti da tutta Italia che si sono raccontati e hanno raccontato vite e sogni. Al G7 dell’Agricoltura di Bergamo non poteva mancare il ministro Martina che ha fatto gli onori di casa e che ha tenuto a ringraziare Vazapp e Future Food Institute per il prezioso lavoro svolto e ha sottolineato l’importanza, a livello globale, di investire non solo in tecnologia per lo sviluppo dell’agricoltura del futuro, ma anche sulle risorse umane, sui giovani che grazie alla relazione, al confronto con l’altro e allo scambio di sapere, possono diventare fermento e stimolo per le comunità agricole dei territori.