Un campus all’americana nella città di Foggia, la sfida di Paky Russo

Quattro giovani si giocano tutto pur di rimanere nella propria città. Un investimento importante per creare una occasione di riscatto – e di business – a Foggia. Il coworking D-Campus di via Napoli potrà essere un’opportunità di occupazione e di sviluppo imprenditoriale per gli operatori già presenti in Capitanata. La parola chiave è “contaminazione”, la capacità di connessione tra diverse anime creative per sfruttare il più grande mercato mondiale: il web. L’idea del giovane startupper Paky Russo è stata abbracciata da Sofia Annarelli (studentessa Luiss), Alessandro Masi (imprenditore nel settore cooperativistico) ed Emanuele Vigilante (laureando in agraria). In questa piccola Silicon Valley pugliese potranno trovare rifugio i cervelli interessati a ridurre il gap di innovazione tecnologica in una provincia che, su questo versante, sconta dei ritardi importanti. Non sarà un sfida semplice, ma questo dona all’impresa un fascino particolare che ha già attratto l’interesse di big del settore, come l’ “investitore seriale” Daniele Meini, ceo di Ecomouv Sas/società Tunnel Monte Bianco e Group Autostrade.

Due dei cinque box sono presenti sono già stati fittati da società creative prima dell’inaugurazione. L’obiettivo, tuttavia, è quello di creare un ecosistema interconnesso nelle 120 postazioni presenti dell’hub di D-Campus, che sarà aperto h24 e 7 giorni su 7. Qui potranno interagire professionisti freelance, imprenditori, referenti aziendali e social media manager. “Spingeremo molto sulla formazione con i colossi Google e Facebook – ha spiegato Russo -, perché siamo convinti che i nuovi mezzi possano rilanciare anche i settori tradizionali, a cominciare dall’agricoltura. Per le nuove iniziative valide, invece, ci sarà la possibilità di accedere a fondi di investimento specializzati in startup”.

I nuovi ospiti dovranno avere il placet dei “resident”, perché “è importante il giudizio di chi ha deciso di condividere la propria esperienza con gli altri”. “Questo è il presupposto per riattivare i meccanismi di fiducia, verso le altre imprese e verso il futuro – conclude Russo – fondamentale per far ripartire l’economia. Solo così il know-how aggregato potrà creare valore aggiunto, anche in termini di prodotto interno lordo della provincia, capace di stimolare il tessuto imprenditoriale della provincia di Foggia. Almeno, questo è il nostro sogno e l’obiettivo che ci siamo prefissati sin dal primo incontro avvenuto dinanzi ad un caffè. E se molti business iniziano proprio con un caffè, d’ora in poi – conclude lo startupper foggiano – bisognerà prenderselo a D-Campus”.



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