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Home - Sindaco mette il silenziatore al campanile, polemiche a Roseto. “Cancellata tradizione”

Sindaco mette il silenziatore al campanile, polemiche a Roseto. “Cancellata tradizione”

Di redazione
8 Luglio 2017
in Politica
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“Parafrasando il famoso romanzo, da qualche giorno le campane di Roseto Valfortore quelle che di giorno e di notte scandivano il tempo per il paese, non suonano più, per il momento solo di notte”. Ad affermarlo quelli di FutuRoseto, all’opposizione nel governo di Roseto Valfortore, piccolo centro dei Monti Dauni. 

“Le promesse elettorali – scrivono – sono capaci di cancellare, a colpi di delibere (n.39 del 03/07/2017), le tradizioni secolari del nostro paese. Uno dei primi provvedimenti della giunta comunale, con a capo il sindaco Lucilla Parisi, già alla guida del Comune di Roseto Valfortore per dieci anni consecutivi, dal 2000 al 2010, è stato quello di “zittire” l’orologio comunale posizionato sul campanile della Chiesa Madre durante le ore notturne, perché – a detta della giunta composta dallo stesso sindaco, dal Vicesindaco Antonio D’Avella e dall’Assessore Fausto Capobianco –  il suono delle campane, che scandisce l’ora ogni 15 minuti, arreca disturbo alla quiete pubblica, in particolare agli ospiti di una struttura ricettiva che sorge a pochi passi dalla storica Chiesa di Santa Maria Assunta. In paese tutti sono al corrente che quel provvedimento è frutto di una promessa elettorale. 

Accade anche questo a Roseto, dove una compagine denominata “Uniti per Cambiare”, è stata capace di cambiare il corso della storia, privando, per meri interessi privati, gli abitanti del piccolo centro dei Monti Dauni del suo Kronos”. 

E ancora: “In questi giorni, noi consiglieri di minoranza del movimento politico FutuRoseto, stiamo raccogliendo vibrate proteste da parte di tante persone indignate di fronte al provvedimento della giunta comunale di far calare il silenzio, mettendo a tacere l’orologio che da oltre un secolo scandisce la vita dei rosetani, di giorno e di notte. A Roseto Valfortore può capitare anche questo: che a difendere i simboli del paese debba essere la gente comune, perché spesso nelle austere stanze del Municipio basta uno “scippo su un pezzo di carta” a spazzare via storie, ricordi e tradizioni. 

Noi di FutuRoseto auspichiamo che la guerra ai decibel dichiarata dal sindaco e dalla sua maggioranza per assicurare il riposo notturno ai residenti e a coloro che soggiorneranno durante i mesi di luglio e agosto, non sia circoscritta a quel suono innocuo dell’orologio posto sul campanile della Chiesa Madre, ma, almeno in onore della coerenza, venga estesa per gli stessi orari di “silenzio”ad altri suoni: quelli che accompagneranno le serate danzanti, che si svolgeranno tra Ballo del Cavallo, Muove la Colita e A Me Mi Gusta, la nota colonna sonora del movimento Uniti Per Cambiare. Oppure i decibel delle autentiche campane – concludono – sono diversi dai decibel prodotti dagli altoparlanti?”

Tags: FutuRosetoLucilla ParisiRoseto Valfortore
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