Strutture socio sanitarie a rischio chiusura, un dossier svela tutte le criticità

Strutture per minori disabili e anziani non autosufficienti rischierebbero la chiusura a causa delle decisioni dell’Asl di Foggia. A denunciarlo Confcooperative che con un dossier ha enunciato tutti i problemi del settore.
“Dal momento in cui si è insediato il direttore generale della Asl Vito Piazzola – ha spiegato il presidente Giorgio Mercuri -, mai nessun tavolo di programmazione è stato convocato nonostante numerose richieste e sollecitazioni provenissero dalla ConfCooperative Foggia, confederazione più numerosa e che vanta il più alto numeri di società iscritte, attive nel settore. A seguito della decisione dell’Asl di non voler procedere alla contrattualizzazione di numerose strutture presenti nel territorio (centri diurni per disabili, centri diurno per Anziani, Residenze socio Sanitarie per Disabili, Residenze socio-sanitarie per anziani) in nome di un risparmio potenziale nelle casse della Asl, sempre a scapito dell’utenza che affolla le liste d’attesa dei pochi storici gestori di tali strutture, le associate che si approcciano a svolgere tali attività saranno costrette a chiudere i battenti.
Assurda ed incomprensibile a nostro parere è la delibera numero 952 del 18 dicembre 2015 con il quale la stessa azienda intende ripartire i posti letto secondo delle logiche puramente matematiche dove si assegnano una manciata di posti per ogni singolo distretto socio-sanitario”.
“Ad oggi – prosegue – numerose strutture, peraltro finanziate da fondi Fesr, non vengono aperte da anni in quanto, senza la necessaria compartecipazione Asl, non riuscirebbero neppure a coprire i costi del personale ivi impiegato. In aggiunta a ciò appare assordante ed incomprensibile il mancato riscontro della Asl alle numerose missive di Confcooperative (la prima risale al 2 dicembre del 2016) circa i documentati inadempimenti e proroghe illeggittime effettuate a favore di operatori economici con affidamenti ormai spirati”.

Il riferimento è all’accreditamento della Rsa di Troia (gestito dal consorzio San Raffaele) e all’Adi (assistenza domiciliare integrata) di Foggia, entrambi scaduti e in regime di proroga da diverso tempo. “Ricordiamo – continuano dall’associazione – che l’autorità nazionale Anticorruzione (4 novembre 2015) ha posto l’attenzione sulle illegittime, quanto non isolate, prassi delle pubbliche amministrazioni di concedere proroghe ai contratti scaduti ovvero rinnovati senza alcuna procedura ad evidenza pubblica. Ciononostante, nessun risconto è mai pervenuto peraltro alla nostra ultima missiva recante un richiesta di accesso agli atti, vantando noi un concreto interesse diretto e legittimo ai sensi di legge”.

In reazione al “totale menefreghismo” rispetto agli interessi degli iscritti, Confcooperative ha diffidato l’Asl ad intervenire entro 30 giorni, chiedendo un interessamento diretto del governatore della Puglia Michele Emiliano. “Sono a rischio società che impiegano migliaia di dipendenti – concludono – e forniscono cura ed assistenza a migliaia di utenti in grave deficit psico-fisico, per questo non possiamo non tutelare i loro interessi ormai palesemente calpestati”.





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