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Home - Dal giudice quelli di “In Daunia venenum”: Mundi fa scena muta, Calvo si difende

Dal giudice quelli di “In Daunia venenum”: Mundi fa scena muta, Calvo si difende

Di Francesco Pesante
14 Giugno 2017
in Cronaca
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Da sinistra, Mundi, Calvo e Bonacera

Il tempo degli interrogatori per l’inchiesta “In Daunia venenum” che ha svelato l’esistenza di traffici illeciti di rifiuti tra Campania e provincia di Foggia. Hanno scelto il silenzio i principali indagati, Fabrizio Mundi (in carcere), 36enne sanseverese amministratore della Lufa Service srl, lo zio Remo Bonacera (domiciliari), 61enne factotum dell’organizzazione criminale e titolare della Daunia 2009 e Giacinto Coniglio (domiciliari), 63enne proprietario di terreni nell’agro di Manfredonia che avrebbe intascato circa 70mila euro dalla Lufa, per mettere a disposizione i campi dove tombare la monnezza senza alcun compostaggio. Il loro legale Rosario De Cesare farà ricorso al Tribunale della libertà di Bari contro l’ordinanza cautelare. Stessa trafila potrebbe seguirla Coniglio, difeso dagli avvocati Cristiano Romani e Patrizia Caobello.

De Cesare si occupa anche della posizione delle sorelle Antonella e Rita Speranteo, sanseveresi di 37 e 28 anni, dipendenti della Lufa. Secondo l’accusa, le due allegavano documenti falsi per dimostrare che fosse tutto regolare. Al gip Armando Dello Iacovo, si sono dichiarate estranee ai fatti. Lavoravano in segreteria e non potevano essere a conoscenza dei traffici illeciti. Anche l’imprenditore agricolo Ranieri Pio Minischetti, 42 anni, si è difeso attraverso i suoi legali Giuseppe e Raffaele Casale: “Pagavo per il compost, non potevo sapere se l’azienda produttrice rispettava o meno tutte le procedure”.

Respinge le accuse anche Primiano Calvo, ex vicesindaco di San Severo, poi esponente di “Noi con Salvini”, prima della sospensione dal movimento a causa di questa inchiesta. Il politico è difeso dall’avvocato Matteo Tenace. Il politico avrebbe fatto da intermediario nel pagamento della mazzetta da 5mila euro tra il suo amico Mundi e due politici barlettani, Antonio Comitangelo e Paolo Antonio Del Prete che si sarebbero occupati di contattare il dirigente Arpa da “ammorbidire”, ovvero Domenico Gramegna, destinatario della tangente. Tutti questi soggetti sono attualmente ai domiciliari.

Tags: Fabrizio MundiIn Daunia venenumPrimiano CalvoRemo BonacerarifiutiSan Severo
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