Il depuratore non funziona, Cerignola invasa dai cattivi odori

Il malfunzionamento del depuratore di Cerignola provoca sgradevoli odori che avvolgono l’intera città, in particolar modo nelle ore serali e nel tardo pomeriggio. Nonostante i lavori già in corso, o come sostengono gli amministratori proprio perché in fase di lavori in corso, la struttura emana un forte puzzo, ma la situazione dovrebbe essere transitoria. Il consigliere delegato alla zona industriale, Sandro Moccia, precisa che “i lavori in corso creano ulteriore disagio ad una situazione già precaria, in più si aggiunge il versamento di scarichi anomali da parte di chi non rispetta l’ambiente”, ed ecco spiegata il motivo del tanfo.

Acquedotto Pugliese ha già messo mani sul depuratore con interventi che porteranno all’aumento sostanziale della potenzialità dell’impianto, “portandolo dagli attuali 56.355 Abitanti Equivalenti (termine tecnico che definisce le quantità di sostanze organiche biodegradabili, trattabili giornalmente dal depuratore) a 83.295, con un livello di trattamento dei reflui”. Inoltre, Il progetto prevede interventi sia nella linea delle acque sia in quella dei fanghi: potenziamento e adeguamento dei pretrattamenti, dell’equalizzazione, del trattamento biologico, dei trattamenti di affinamento e della linea fanghi. Sarà installato, inoltre, un nuovo impianto di deodorizzazione e adeguato ai limiti di legge il trattamento terziario per l’affinamento delle acque. I tempi previsti per la modernizzazione del depuratore si aggirano intorno ai 24 mesi, come da progetto- per un importo da 4.8 milioni di euro- presentato da Aqp.

Il problema dei cattivi odori, però, potrebbe rimanere intatto anche a cantiere chiuso, perché – come già lamentato dagli stessi tecnici dell’Acquedotto Pugliese in altre circostanze- se non sarà ridimensionato drasticamente il fenomeno degli scarichi abusivi di scarti industriali, difficilmente l’impianto non produrrà “puzza”. Per tale ragione, informa il consigliere Moccia, “in merito ai controlli sono in corso accertamenti e l’Aqp ha fatto richiesta dell’elenco di tutte le aziende presenti sul territorio per poter fare controlli con il reparto NOE dei carabinieri. Presto questo problema sarà finalmente risolto”. I cittadini invece protestano, e non solo sui social network. Anche perché, come spiegato dalla ditta, i tempi previsti per ultimare i lavori toccano i due anni. Una beffa alla luce dei proclami avvenuti mesi fa, in cui il problema “depuratore” si considerava già definitivamente risolto.