Teatro Lucera, c’è Baliani a chiudere la “PrimaVera al Garibaldi”. In scena Kohlhaas

Ultimo appuntamento per ‘PrimaVera al Garibaldi’, la rassegna a cura di Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio tutta dedicata all’incontro tra teatro letteratura e poesia – promossa dal Comune di Lucera in collaborazione con l’associazione Mediterraneo è Cultura – mercoledì 17 maggio.

Dopo Maria PaiatoLuigi Lo Cascio, Alessio Boni e Marcello Prayer, il Teatro Garibaldi aprirà le sue porte ad uno dei maestri della scena italiana, Marco Baliani, che porterà a Lucera il suo storico spettacolo ‘Kohlhaas’, scritto a quattro mani con Remo Rostagno e tratto dal racconto ‘Michael Kohlhaas’ di Heinrich Von Kleist, per la regia di Maria Maglietta.

Attore, autore e regista – interprete di grande sensibilità al cinema con Martone, Andò e Soldini – Marco Baliani è figura eclettica e rigorosa del teatro italiano contemporaneo. Il debutto di ‘Kohlhaas’ nel 1989 apre la strada in Italia al teatro di narrazione segnando la scena del nostro Paese negli ultimi decenni.

‘Kohlhaas’ – da un fatto di cronaca realmente accaduto nella Germania del 1500 al mercante di cavalli Michael Kohlhaas – racconta la storia di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda, cos’è la giustizia e fino a che punto in nome della giustizia si può diventare giustizieri, non si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista una ambigua aura di possibile eroe del suo tempo.

“Nel mio racconto orale è come se avessi aggiunto allo scheletro osseo riconoscibile della struttura del racconto di Kleist, nervi muscoli e pelle che provengono non più dall’autore originario ma dalla mia esperienza, teatrale e narrativa, dal mio mondo di visioni e di poetica. Così ad esempio tutta la metafora sul cerchio del cuore paragonato al cerchio del recinto dei cavalli, che torna più volte nella narrazione, come luogo simbolico di un senso della giustizia umanissimo e concreto, è una mia invenzione, nel senso etimologico del termine, qualcosa che ho trovato a forza di cercare una mia adesione al racconto di Kleist”, racconta Baliani.

“Le domande morali che la vicenda solleva e lascia sospese, mi sembrarono, quando comincia ad affrontare l’impresa memorabile del racconto, un modo per parlare degli anni ’70, di quei conflitti in cui venne a trovarsi la mia generazione, quella del ’68, quando in nome di un superiore ideale di giustizia sociale si arrivò a insanguinare piazze e città”, afferma Baliani che, dopo Kohlhaas, ha raccontato ‘Corpo di Stato’, andato in onda in diretta televisiva la notte del 9 maggio, vent’anni dopo la morte di Moro.

Due spettacoli in cui si ritrova il rapporto conflittuale tra esigenza di rivolta contro l’ingiustizia e assunzione del ruolo di giustiziere. Un tema antico, tragico nella tradizione e nella forma, che continua a catturare Baliani. L’ingresso in sala è alle 20.30,  l’inizio dello spettacolo alle 21.00.