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Home - Racket alla Princes, c’era mafia nelle estorsioni. 6 anni a Cupo

Racket alla Princes, c’era mafia nelle estorsioni. 6 anni a Cupo

Di Francesco Pesante
11 Maggio 2017
in Cronaca
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In alto, Cupo; sopra, Biscotti

C’era mafia nelle estorsioni del clan foggiano dei Sinesi-Francavilla. Il gup del tribunale di Bari ha infatti condannato a 6 anni di carcere, il 45enne Luciano Cupo, braccio destro dello “zio”, Roberto Sinesi. 6 anni per estorsione, tentata estorsione e spaccio di droga, tutto aggravato dalla mafiosità. Il processo – svolto con rito abbreviato (la pena irrogata è ridotta di un terzo, ndr) – è quello riguardante il racket agli autotrasportatori nel parcheggio del conservificio Princes e lo spaccio di due panette di hashish per 800 euro. Il giudice ha accolto integralmente le richieste della DDA, rigettando i tentativi della difesa che puntava sull’assoluzione dell’uomo. Secondo l’accusa, era Cupo a dirigere le ronde notturne – su indicazione del boss – per svolgere attività di protezione agli autotrasportatori che pagavano il pizzo. Al vaglio del gup ha retto l’aggravante della mafiosità, contestata a Cupo e agli altri indagati.

“Hanno agito con metodo mafioso, essendo la dinamica estorsiva posta in essere mediante la forza d’intimidazione mafiosa derivante dal vincolo associativo e dalla conseguente condizione di assoggettamento e omertà in cui versavano gli autotrasportatori, nonché aver agito per agevolare la batteria Sinesi-Francavilla e la più vasta associazione denominata “Società Foggiana”, di cui il clan costituisce una delle sue articolazioni operative”. L’inchiesta, denominata “Saturno”, riguarda anche altri 5 soggetti, sotto processo presso il tribunale di Foggia. Coinvolti lo stesso Roberto Sinesi, presunto mandante delle estorsioni, in carcere da settembre scorso, Cosimo Giardiello, ai domiciliari, titolare di una ditta di autotrasporti e incaricato di chiedere il pizzo ai camionisti, il suo dipendente Raffaele La Tegola, a piede libero e Luigi Speranza, ai domiciliari. Questi ultimi due considerati esecutori dell’attività estorsiva. Infine, Luigi Biscotti, nipote di Sinesi, accusato di spaccio di hashish in concorso con Cupo. 

Tags: FoggiaLuciano CupomafiaRoberto Sinesi
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