Ragazzi down a lavoro in hotel. Il progetto c’è ma solo silenzio da imprenditori locali

Giovani, bravi e volenterosi. Si chiamano Martina, Antonello, Roberta e Pierluigi. Sono foggiani, poco più che ventenni e sono i protagonisti di un nuovo progetto dal titolo “Lavoratori a 6 stelle”, che ha come finalità l’inserimento lavorativo in contesti alberghieri. Ieri, a Palazzo Dogana, il primo incontro per presentare l’iniziativa organizzata da A.I.P.D. – Associazione Italiana Persone Down, sezione di Foggia e con il sostegno di EBITEMP, Ente Bilaterale per il lavoro temporaneo.    

                 

Lavoro di formazione ed orientamento con il coinvolgimento di operatori del settore, ragazzi, famiglie, aziende e istituzioni locali nell’arco di un anno: questo l’intento dell’associazione e dei partner coinvolti. “Il progetto nasce dal successo della docufiction Rai, «Hotel a 6 stelle», che racconta l’esperienza lavorativa di sei ragazzi con sindrome di Down in un grande albergo della Capitale. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e aziende del settore, affinché possano offrire un inserimento lavorativo ai nostri ragazzi – ha spiegato a l’Immediato, Fiorella Samele, referente di A.I.P.D Foggia -. Questo sarebbe per loro un valore aggiunto. La maggior parte dei ragazzi sono già formati, hanno svolto esperienze di tirocinio in un ostello di Barcellona, tre settimane di lavoro sì, ma soprattutto di formazione – ha precisato -. Attualmente siamo alla ricerca di un albergo disponibile per far effettuare sei mesi di tirocinio ai ragazzi”.

All’appello della referente della sezione foggiana al momento però non ha risposto nessun imprenditore e titolare di strutture alberghiere (nonostante il previo avviso ndr). Al suo richiamo, in sala solo silenzio e mutismo. “Mancanza di sensibilità” per l’assessore alla Cultura Anna Paola Giuliani, fortemente indignata -. Le assenze pesano, ma voglio pensare all’aspetto più positivo di questo incontro. Questi 4 ragazzi hanno trasformato un loro limite in una occasione. La diversità la creiamo noi, quando innalziamo muri, barriere, paletti . Ognuno di noi è differente dall’altro. Ecco mi piacerebbe che questi siano gli aspetti da elogiare e non le diversità”, ha chiosato l’assessore. 

Martina Sassani è la prima a prendere la parola. Ha 25 anni, diplomata nel settore turistico e nell’esperienza lavorativa in hotel vorrebbe fare la cameriera di sala. Poi c’è Pierluigi Martire, 19 anni, diploma artistico, suona pianoforte e chitarra e sa cucinare – molto bene – aggiunge. Anche lui vorrebbe fare il cameriere di sala, o in alternativa, il receptionist. È il turno di Roberta L’Erario, 21 anni, diploma artistico, ama il nuoto e le piacerebbe essere un aiuto cuoco ed occuparsi della sistemazione delle camere. Infine, c’è Antonello Lanciano, 27 anni, diploma professionale, scrittore di poesie, vorrebbe lavorare come receptionist.

Sensibile a queste iniziative è il Sindacato FISCAT CISL Provinciale Foggia. “Monitoriamo il mondo del lavoro su diversi aspetti: la possibilità di trovare impiego e il coniugare esigenze del mondo lavorativo con quello imprenditoriale – ha detto il segretario generale, Leonardo  Piacquaddio -. Le sinergie che si possono mettere in campo tra gli enti bilaterali sono quelle di trovare le soluzioni che possano dare uno sblocco occupazionale. Il nostro è un territorio evocato al turismo, ricco di tante strutture,  ma l’imprenditoria locale è poco attenta – denuncia -. Pensiamo a Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzioni”. 

A tamponare l’assenza – seppur momentanea – dell’assessore Erminia Roberto, ci ha pensato il presidente della commissione Cultura, Antonio Vigiano. “Ritengo che il Comune o il piano sociale di zona possa fare poco per rilanciare le attività lavorative per le persone disabili. Quella di oggi è una bellissima pagina di collocamento mirato che dovrebbe essere assicurato dallo Stato e dal comitato tecnico dall’ente Provincia. Stiamo celebrando una pagina normale e non solo di straordinaria integrazione – ha precisato Vigiano -. È impossibile che grazie ad un’associazione abbiamo l’opportunità di celebrare questi ragazzi. Bisognerebbe creare una cultura di formazione per i datori di lavoro ad accogliere una persona disabile, sarebbe per loro un’opportunità di crescita. Ma un singolo progetto non basta, bisogna che le amministrazioni facciano di più”. 

Disabilità uguale a normalità. I dati restano comunque allarmanti. Nel 2013, su 1026 maggiorenni della rete solo il 12,5% lavorava con regolare contratto. L’assessorato alla Politiche Sociali sembrerebbe aprire le porte a tutte le associazioni che ne fanno richiesta per qualunque attività di collaborazione e supporto, là dove lo Stato non svolge a pieno la sua funzione a detta dell’assessore Erminia Roberto. L’incontro di ieri è stato solo il primo di un lungo percorso che prende vita con l’auspicio che istituzioni e privati si facciano avanti, e soprattutto per non mettere fine allo sviluppo formativo di questi ragazzi, gioviali, sognatori, come tutti del resto.





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