Agritre, la fabbrica brucia paglia preoccupa i lavoratori. “Condizioni non accettabili”

“L’impianto a biomasse di Sant’Agata di Puglia (Fg) è frutto di un progetto innovativo per lo sviluppo del territorio che valorizza le produzioni agricole locali per lo sviluppo occupazionale per circa 40 occupati diretti e 100 addetti indiretti nell’indotto che coinvolge il trasporto della paglia ed i servizi che ruotano intorno all’attività principale, che trasforma le ricchezze del territorio in sviluppo sostenibile”.
Queste le dichiarazioni di Agritre srl, azienda del Gruppo Tozzi società specializzata nel settore energetico (non certamente nel settore metalmeccanico) e del suo rappresentante Piero Masucci rese in occasione del convegno sul tema “L’impianto a biomasse di Agritre a Sant’Agata di Puglia del 9 maggio scorso a Sant’Agata.

All’evento hanno partecipato l’assessore al Bilancio della Regione Puglia Raffaele Piemontese, la Provincia di Foggia rappresentata dal dirigente assetto del Territorio Stefano Biscotti, il Comune di Sant’Agata di Puglia con il sindaco Gino Russo e l’Università di Foggia con Massimo Monteleone.
“È utile rammentare, tra le dichiarazioni rilasciate da Agritre, quanto affermato, sempre dal suo portavoce dott. Piero MASUCCI durante le fasi progettuali del 2012, il quale all’epoca asseriva che ‘il progetto della centrale elettrica a biomasse di Agritre del Gruppo Tozzi da realizzare a Sant’Agata di Puglia rappresentava il fulcro dove c’è produzione di paglia in Capitanata, la stessa Capitanata dove vi è la maggiore produzione di grano duro in Italia’ – spiegano dal sindacato Fast-Confsal -. Quindi Sant’Agata di Puglia costituisce il fulcro del fulcro, ed ha colto un progetto agroindustriale presentato da Agritre, con la piena collaborazione e condivisione di tutte le forze sociali, economiche e soprattutto delle associazioni agricole, ritenendo di dare l’opportunità non solo ai santagatesi, ma a tutta la provincia nella valorizzazione di questo sottoprodotto cioè la paglia che potrebbe rappresentare un problema ambientale quando viene bruciato nei campi, da quella che potrebbe essere un’opportunità sia degli agricoltori attraverso un’integrazione al reddito agricolo sempre più insufficiente, ma anche ai santagatesi ed i cittadini della Capitanata con opportunità occupazionali in un’industria agro-energetica che sicuramente sarà presente sul territorio per decenni”.

Solo che, secondo il sindacato, gli impegni finora non sono stati mantenuti. “le rivendicazioni sindacali della FAST generano delle inquietudini – commenta il segretario dell’area territorio, appalti e servizi Giampaolo Sarni -, la società finora ha impiegato circa 27 dipendenti e non certo 40 come inizialmente previsto. Tale dotazione organica, con un terzo del personale mancante, non riesce a soddisfare le esigenze produttive h 24; per poter ovviare a queste carenze sono stati ampliati i turni, dall’azienda, inserendo quello notturno e modificando l’estensione del singolo turno di lavoro fino a 12 ore al giorno per dipendente. Ciò, oltre al mancato rispetto delle norme legislative in materia, ha anche l’effetto di pregiudicare l’applicazione delle previsioni contrattuali ad esempio per i permessi, malattie e ferie estive”. 

“Questa situazione – prosegue -, oltre ad inficiare le relazioni sociali, riverbera effetti negativi nell’ambito affettivo-relazionale che, con tale tipologia di turnazione, pare stia incidendo anche sul versante della salute come effetto dello stress lavorativo correlato. Ci viene riferito di un clima ‘insalubre’ per via di alcuni che, per poter raggiungere l’obiettivo prioritario della copertura dei gravosi e non regolari turni di lavoro, pongono in essere atteggiamenti lesivi del rispetto e della dignità dei turnisti”.

“Queste condizioni lavorative non accettabili – rimarca il segretario regionale Vincenzo Cataneo -, oltre a non rispecchiare le certificazioni conseguite del Gruppo Tozzi Sud Spa in termini di Sicurezza, Qualità e Ambiente (ISO 9001, ISO 14001, OSHAS 18001, SCC**”2004), cozzano con il piano di Health Safety Enviroment (H.S.E.) a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e, sul versante del rapporto di lavoro, con un inquadramento inferiore e non corrispondente per mansioni svolte rispetto a quello previsto dal bando di concorso. A quanto prima precisato – aggiunge il sindacalista – si aggiunge l’inadempienza principale dell’applicazione del CCNL Metalmeccanici per i dipendenti di una Centrale elettrica a biomasse, con palese difformità in quanto il CCNL di settore da applicare è quello per i lavoratori addetti al settore elettrico, al pari dell’Impianto di Biomasse gemello presente in Capitanata Località Scalo Rignano (Fg) gestito da Enterra Spa, con l’iscrizione dell’impresa a Federutility che è la Federazione delle imprese energetiche ed idriche”.

Dopo l’incontro in Confindustria dei giorni scorsi, è stato richiesto un tavolo in Prefettura. “Ci auguriamo – hanno concluso – di dirimere la questione dell’adeguata tutela dei lavoratori, per far sì che davvero si arrivi ad uno sviluppo occupazionale per Sant’Agata e per la Capitanata”.