Dalla pasta vegetale al vino doc, ecco l’eccellenza dei Reali Siti. “Ora il marchio”

L’impegno per la realizzazione di un brand unico dei Cinque Reali Siti e la filiera corta in agricoltura ci sono. Il prossimo step sarà quello di dare continuità alla cooperazione in un’area – quella del Basso Tavoliere – che negli anni ha saputo esprimere più grandi individualità economiche che un sistema a rete. Il format scelto dalla Coldiretti guidata da Gerardo Torchiarella – una sorta di Masterchef in salsa local – è servito proprio a seminare l’idea.

Davanti ad una trentina di invitati nella cantina Sessantapassi, l'”ambasciatore del gusto” Davide Bruno ha creato il piatto identitario di questo spicchio di Capitanata decisivo per l’agroalimentare. Le produzioni, infatti, oltre ad alimentare il fabbisogno nazionale, crescono nell’export e nella ricerca, come dimostrato da Fiordelisi che sta lavorando sulla realizzazione di una pasta 100% vegetale. “Sono questi i risultati tangibili che vogliamo portare sul tavolo – ha commentato Torchiarella -, per avere finalmente il riconoscimento del valore dei nostri prodotti. Oggi abbiamo una nuova veste, incentrata finalmente sulla qualità e non sulla quantità”.

Il progetto è stato abbracciato da cinque aziende e dall’impegno dell’assessore all’agricoltura di Orta Nova, Alessandro Paglialonga, il quale si è impegnato per perorare la causa nel consiglio sovracomunale dell’Unione. “Abbiamo già un’interlocuzione costante con l’Università di Foggia e con il Gal – ha spiegato l’assessore della Giunta Tarantino -, adesso bisogna trovare la quadra nell’Unione per trovare un marchio unico sotto il quale raccogliere tutte le nostre produzioni”.

Bruno durante il cooking show ha sottolineato l’importanza della “cultura del gusto”: “Spesso ci si limita a mangiare, non preoccupandosi della natura dei prodotti nel piatto, della provenienza – ha chiosato -, per questo non si riconoscono più i sapori. Questo è l’elemento cardine dal quale ripartire. Solo riscoprendo la natura dei prodotti si può educare alla qualità e, quindi, permettere che le aziende migliori riescano a farsi spazio in un mercato sempre più schiacciato sulle logiche del marketing. I profumi ed i sapori originali della terra devono essere riscoperti – e riproposti – in territori come questo, dove c’è una ricchezza agricola impressionante”. Del resto, l’esperienza al fianco di Antonino Cannavacciuolo gli ha insegnato l’importanza dei “sapori della tradizione” e delle “materie prime di eccellenza”. Due elementi ben presenti nei Cinque Reali Siti. “Su questo abbiamo fondato il nostro progetto di valorizzazione – ha concluso Torchiarella -, ora manca solo il riconoscimento ufficiale del nostro lavoro”. 





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