Senza scuolabus da oltre un anno, la denuncia: “Un centinaio di bambini a casa”

“Dopo oltre un anno, le famiglie residenti fuori dall’abitato di Lucera sono costrette ad un servizio fai da te per trasportare i propri figli a scuola. È un’assurdità senza precedenti quella che si sta consumando ai danni di queste famiglie: con enormi sacrifici tentano di non abbandonare le nostre campagne, divenute zona franca per delinquenti, inquinatori e ladri, e invece vengono loro stesse abbandonate dalle istituzioni”. La denuncia arriva dal M5S di Lucera che in una nota lamenta l’assenza dello scuolabus da oltre un anno.

“Siamo di fronte ad una Giunta municipale indifferente verso i problemi quotidiani dei cittadini, sprezzante verso chi osa lamentare lo stato di degrado in cui versa Lucera, e totalmente sorda alle proposte di risoluzione che provengono dalle altre parti politiche. Il sindaco e l’assessore – continuano – hanno deciso con leggerezza di ridurre i chilometri da percorrere da 220 mila a 150 mila, causando in tal modo l’interruzione del servizio. Avranno, come loro solito, pensato: ‘Si risparmia qualche quattrino? Bene! A chi importa se un centinaio di bambini resteranno a casa e non potranno andare a scuola se non a costo di gravi sacrifici dei genitori!’. Questo atteggiamento miope e ottuso, generalizzato, è divenuto insopportabile a tutta la cittadinanza, anche a quella larga fetta degli elettori che avevano riposto fiducia negli slogan dell’attuale sindaco”.

Prima di proseguire: “Ma noi non demordiamo e chiediamo nuovamente al sindaco Antonio Tutolo e all’assessore Francesco Di Battista: avete valutato, come da noi suggerito, l’art.3 del d.m. 31/01/1997 del Ministero dei Trasporti, nella parte in cui prevede che sia consentito agli alunni e i bambini abitanti in comuni diversi da quello in cui ha sede la scuola frequentata, di utilizzare il servizio scuolabus a condizione che i rapporti fra gli enti locali interessati siano regolati con apposite convenzioni? Avete verificato se gli amministratori dei Comuni in cui risiedono i bambini in questione sono disposti a collaborare per la risoluzione del problema? Nel frattempo – concludono -, esprimiamo profonda solidarietà per i lavoratori dei trasporti ancora privi di impiego e per le numerose famiglie vittime di questo grave disservizio”.



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