“Fabbrica della Morte”, due onorevoli a Foggia: “Risultati finora molto incoraggianti”

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IMG_2054-29-12-16-10-22Ieri pomeriggio il punto della situazione sui lavori di bonifica all’interno del sito dove sorgeva la “fabbrica della morte” di Foggia, che produceva armi chimiche nel 1943. Sito sul quale l’Istituto Poligrafico ha avviato nel 2014 l’iter per la bonifica, come precisato a l’Immediato da Michele Vaira, componente del CdA. All’incontro con il prefetto di Foggia, Maria Tirone, hanno partecipato gli onorevoli Massimo Artini e Samuele Segoni di Alternativa Libera, e Francesco Paolo Gentile, Presidente Alternativa Libera Foggia. 

Siamo rimasti colpiti dalla situazione perché tutte quelle che erano state le richieste del territorio stanno andando nel migliore dei modi. In particolare – ha spiegato Artini, vice presidente Commissione Difesa – la ricerca della presenza di eventuali ordigni segnalati dalla nostra interrogazione. È in corso la scansione radiologica del terreno per verificare la presenza di normali ordigni con agenti chimici. Questo passaggio sarà fondamentale per il successivo step che riguarda la bonifica per la verifica di tutto il terreno che occupa la superficie dell’area”. 

Siamo orgogliosi che l’azione di Alternativa Libera sia servita e sia stata efficace. C’è stato assicurato che i lavori stanno procedendo in maniera spedita, secondo un crono programma che prevede più fasi di intervento – ha detto Segoni, primo firmatario dell’interrogazione -. Sono state analizzate le acque di alcuni pozzi. I risultati per ora sono ancora parziali, ma al momento incoraggianti. Ovviamente i lavori non si limitano solo a questo. C’è anche una fase in cui vengono identificati gli ordigni bellici – ha precisato l’onorevole in visita a Foggia -. Questo conferma che il problema da noi sollevato non era una leggenda metropolitana ma aveva contorni concreti che dovrebbero arrivare ad una conclusione già nei prossimi mesi. Infatti per il processo di bonifica il tempo massimo stabilito è fissato per fine febbraio – ha annunciato Segoni -. Noi ovviamente rimarremo vigili e seguiremo l’iter della situazione”.

Dopo decenni quindi, è iniziata la bonifica del sito nel quale furono tombate le armi chimiche naziste. Si sta provvedendo infatti, a mettere in sicurezza un’area nella quale non era pericoloso solo ciò che è seppellito, ma anche quello che si trova in superficie essendo stata l’area per anni utilizzata come discarica di amianto con tutti i rischi che questo comporta quando si sfalda e le polveri che vengono trasportate dal vento. Rimane alta quindi, l’attenzione sul sito dell’Istituto Poligrafico di Foggia.