Fari puntati sul centro per disabili di Foggia: “Intervenga Procura”

centro diurno foggia

Ci attendiamo una risposta dal vicesindaco Erminia Roberto e dal dirigente Nicola Ruffo entro il 15 dicembre. Altrimenti presenteremo un esposto all’Anac e in Procura. Questa situazione di non chiarezza non può piu essere tollerata”. Così Elio Dota, segretario generale Uiltucs Foggia in merito alla vertenza “Centro Diurno” di Foggia.
“Da settembre 2016 il Comune di Foggia ha assegnato l’appalto al consorzio ‘Opus’, subentrato a ‘Sanità Più’ nella gestione del servizio. Al momento del passaggio, il Centro aveva in dotazione 7 educatori e 4 ausiliari. Un volta perfezionato l’appalto, il Consorzio Opus’ ha ‘assorbito’ solo 6 educatrici riducendo le ore settimanali da 22 a 17 e un ausiliario a 15 ore. Quanto fatto ha disatteso una precisa norma contrattuale, l’articolo 37 del contratto delle cooperative sociali, che prevede l’assorbimento di tutte le unità lavorative. Allo stato, invece, i 3 ausiliari non percepiscono retribuzioni e si trovano in regime di ‘proroga di preavviso di licenziamento'”, spiega Dota.
Di qui le ripetute richieste di confronto e di chiarimenti. “Roberto e Ruffo avevano già chiesto ragguagli al dirigente del servizio Avvocatura del Comune di Foggia, Domenico Dragonetti che si espresse in merito indicando come ‘cogente’ l’applicazione delle norme contrattuali e il mantenimento di tutte le unità lavorative. Perciò, ora chiediamo all’amministrazione comunale, e al presidente del consorzio ‘Opus’ chiarezza. Non si può continuare a non dare risposte a questi lavoratori, il contratto va applicato assorbendo tutte le unità lavorative”, aggiunge il segretario generale Uiltucs Foggia che aggiunge: “Chi è stato confermato ha già subito un danno economico con la riduzione delle ore di lavoro. Una scelta che ha spinto una delle 7 educatrici inzialmente in dotazione a licenziarsi. A questo non possiamo permetterci di aggiungere il liceziamento dei tre ausiliari. Quindi o il vicesindaco ed assessore ai Servizi Sociali, Erminia Roberto, e il dirigente di settore, si pronunciano entro il 15 dicembre 2016, altrimenti ricorreremo all’Anac e alla Procura della Repubblica”.

Si dice “stupito” il presidente del consorzio, Carlo Rubino, che a l’Immediato commenta: “Non è mai esistita una clausola per il mantenimento dei livelli occupazionali, abbiamo presentato il nostro progetto tecnico nella gara del Comune di Foggia con il criterio dell’offerta più vantaggiosa: lì abbiamo precisato tutte le nostre scelte sul personale, selezionato tra i curricula che ci sono arrivati”. Per la gestione del servizio al quale possono accedere 30 persone disabili, Palazzo di città impegna circa 220mila euro l’anno. “Il sindaco e i dirigenti ci hanno sempre detto che non c’è nessuna irregolarità – continua Rubino -, già da un mese operiamo secondo gli accordi. Attendiamo però una presa di posizione definitiva del Comune, che deve dire con chiarezza se c’è o meno l’obbligo di assumere il personale precedentemente impegnato. È stato lo stesso Landella a dirci di venire incontro alle esigenze dei lavoratori e ci siamo impegnati inserendo 6 persone. Poi – commenta ancora – è sorto il problema delle 3 persone della Sanità Più, che dovevano essere ricollocate dalla stessa coop nel servizio di assistenza domiciliare integrata e si sono rifiutate di accettare il nuovo lavoro chiedendo di tornare al centro”.  “Non vedo il motivo della polemica – conclude Rubino -, perché nell’ambito del progetto c’è la necessità della nostra cooperativa di fare affidamento al proprio personale, con un coordinatore di stretta fiducia. Il motivo è semplice: se abbiamo intenzione di fare attività ludico-ricreative completamente diverse rispetto a chi ci ha preceduti, non possiamo assumere il personale che finora è stato alle dipendenze della Sanità Più”.