Gettò pitbull dal sesto piano, muore in carcere 56enne di Cerignola. Ma è giallo

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Morto in carcere in circostanze sospette R.G., 56enne di Cerignola arrestato il 10 novembre scorso dopo aver gettato un pitbull dal sesto piano e aver aggredito la moglie. Il fatto, avvenuto in via Urbe, periferia della città, aveva scosso la comunità per l’efferatezza. Arrestato dai carabinieri per maltrattamenti in famiglia, resistenza a pubblico ufficiale e per l’uccisione dell’animale, l’uomo è morto la sera del 13 novembre ma la famiglia vuole vederci chiaro sul decesso. L’avvocato difensore Giovanni Quarticelli ha chiesto e ottenuto l’autopsia per chiarire l’accaduto.

Stiamo parlando di un uomo affetto da schizofrenia cronica da oltre 20 anni, e da tempo seguito con specifiche terapie dal centro di Igiene mentale di Cerignola”, ha spiegato il legale a Repubblica. “La convalida dell’arresto è avvenuta per motivi di opportunità, ovvero in risposta alla necessità imminente di allontanare lo stesso dal contesto familiare avendo manifestato atteggiamenti pericolosi per sé e per gli altri: aveva lasciato il gas aperto o la caffettiera in ebollizione sul fuoco, aveva scatti di ira con tutti e pochi giorni prima aveva tentato una rapina sia alle Poste che in banca appellandosi al fatto che il premier gli avesse rubato la pensione”.

E ancora: “L’uomo non soffriva di patologie cardiache: il timore è che gli siano stati somministrati calmanti in dosaggi sbagliati, tali da causare il grave scompenso al cuore. Qualora queste circostanze saranno confermate dall’esame autoptico, ci riserviamo ogni ulteriore azione legale. Il regime carcerario non era adatto al mio assistito – ha concluso il legale -. Anche per la tipologia di reato commesso, sarebbe stato opportuno il ricovero in una struttura ospedaliero-psichiatrica o sottoposto a Tso: la morte di questa persone mette in evidenza tutta l’inefficienza del sistema giudiziario, sanitario e carcerario per i malati mentali”.