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Home - Priorità alla Valle d’Aosta, trema il poligrafico di Foggia. “Occupazione a rischio”

Priorità alla Valle d’Aosta, trema il poligrafico di Foggia. “Occupazione a rischio”

Di redazione
21 Ottobre 2016
in Economia, Home
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targhenuove-fg

La memoria che l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, ha inviato all’assessore al lavoro della Regione Puglia e con la quale intendeva rassicurare in merito al futuro della “Cartiera di Foggia”, per la Cgil Puglia, apre interrogativi e dubbi sulla tenuta dei livelli produttivi e occupazionali dello Stabilimento di Foggia.

In premessa occorre ricordare che l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato è una partecipata dello stato, 100% MEF, la cui missione produttiva è la salvaguardia degli interessi generali di tutela della pubblica fede, della sicurezza dello Stato, dell’ordine pubblico e della salute pubblica attraverso la realizzazione di prodotti protetti dalle contraffazioni e dalle falsificazioni. Pertanto il 90% del lavoro sviluppato dall’Istituto è affidato, attraverso privative, del Ministero dell’Economie e delle Finanze così come prevede il Decreto Ministeriale emesso In data 23 dicembre 2013.

In questo contesto lo stabilimento Ipzs di Foggia, conosciuto, comunemente, come “Cartiera”, ha sviluppato il proprio core business seguendo le direttrici della qualità e garanzia della non contraffabilità del prodotto, permettendo in tal modo l’esclusività di commesse ad alto valore. Nello stabilimento di Foggia si produce carta valori per esigenza dello Stato, carta per elezioni, prodotti adesivizzabili di sicurezza, stampa di bollini farmaceutici, ricettari medici e targhe automobilistiche e non, per tutto il territorio nazionale. L’occupazione ad oggi nello stabilimento di Foggia, anche a seguito dell’ultimo accordo di mobilità (223/92) è di 260 unità, compresi 29 unità con contratto a tempo determinato pienamente integrati nei cicli produttivi.

“Ciò premesso e in considerazione della trasformazione dell’amministrazione pubblica attraverso la dematerializzazione delle commesse da noi prodotte – spiegano dal sindacato -, si pone la necessità di avviare una nuova fase tecnologica e innovativa per tutto il Poligrafico e di conseguenza anche per lo stabilimento di Foggia. Infatti già da quest’anno i budget assegnati per lo stabilimento di Foggia non hanno saturato l’anno produttivo, e solo grazie ad accordi aziendali si è avuto il pieno utilizzo delle unità lavorative. Accordi che hanno previsto mobilità dei lavoratori anche in aree produttive non omogenee e finalizzati a soddisfare picchi produttivi che si sono avuti nella stampa dei bollini e delle targhe. Con le linee d’investimento anticipate dall’ad mentre da una parte si cerca di soddisfare le esigenze di allargare la base produttiva, dall’altra, con l’operazione di realizzare l’impianto principale delle targhe automobilistiche a Verres, in Val d’Aosta, mentre quella di backup ‘caldo’ in quello di Foggia, destabilizza l’occupazione dello stabilimento di Foggia. Ad oggi nel reparto targhe sono occupate 55 unità lavorative, fino ad arrivare a 70 unità quando necessita di assorbire picchi produttivi. Le nuove produzioni che si realizzeranno con gli investimenti anticipati dall’amministratore non solo non assorbiranno le 55 unità lavorative – continuano dal sindacato -, ma non avranno lavoro per tutto l’anno. Non vorremmo che qualcuno intenda giocare con i lavoratori con contratto a tempo determinato, 29 già presenti più 25 per l’avvio della produzione Giocolotto, che guarda caso proprio in quel periodo vedranno scadere i contratti così come prevede il Jobs Act. Arretrando in tal modo l’occupazione dello stabilimento dalle possibile 285 unità a 230 unità. Per questi motivi – concludono -, riteniamo che la l’impianto principale delle targhe automobilistiche deve rimanere a Foggia e adotterà tutte le azioni necessarie tese a preservare il sito produttivo a Foggia, in una area dell’Italia ad alta emergenza occupazionale”.

Tags: cgilFoggiaPoligraficoPugliatargheValle d'Aosta
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