Affidati gli impianti sportivi di Foggia ma scoppia un caso: “Svalutato il patrimonio del Comune”

Da sinistra, Rizzi, Cislaghi e Sciagura
Da sinistra, Rizzi, Cislaghi e Sciagura

Potrebbe essere la svolta per alcuni impianti sportivi della città di Foggia, affidati ad alcune società locali dopo anni di cattiva gestione e abbandono. Ma i consiglieri comunali, Giorgio Cislaghi, Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura hanno rilevato varie e gravi problematiche nell’espletamento del bando e nell’assegnazione degli impianti sportivi minori del Comune di Foggia (delibera di Giunta 37 del 3 aprile 2015).

Sul tavolo 8 impianti, dislocati in vari angoli della città: via Einaudi (campo da tennis e calcetto), via Alpi (2 da tennis e uno da calcetto), via Forcella (calcetto), via Castelluccio (calcetto e bocce), via Almirante (calcetto), via Miranda (tennis e calcetto), via San Severo (calcetto) e via Mandara (tennis).

Anche se inizialmente, a bando, risultava esserci il campo da calcetto di via Manfredonia (attiguo alla Polizia Municipale) poi sostituito dall’impianto di via Alpi in fase di determina. Una sostituzione perlomeno strana per il trio Cislaghi-Rizzi-Sciagura. Ma passiamo oltre. Gli otto impianti sarebbero stati affidati per valorizzare la pratica sportiva in città ma anche per sgravare il Comune di ulteriori oneri, nonostante l’ente di corso Garibaldi non li abbia mai realmente gestiti.

Ad essere grave, però, è il non aver tenuto conto della legge regionale del 4-12-2006 n.33, “Norme per lo sviluppo dello sport per tutti”. Una legge che regola nel dettaglio l’affidamento di determinate strutture con requisiti chiari come l’obbligo di affidare gli impianti a istruttori qualificati e a società affiliate al Coni ed al Cip (Comitato italiano paralimpico). “Strano non averla considerata – ha commentato Cislaghi – visto che il padre dell’allora assessore allo Sport, Sergio Cangelli, era consulente dell’ex assessore regionale Campese”.

Il Comune, insomma, non avrebbe considerato questi requisiti, basando la propria decisione per 20 punti sull’offerta economica delle società e per i restanti 80 sull’offerta tecnica.

E non è tutto. Secondo i consiglieri, i beni sarebbero stati totalmente svalutati e deprezzati oltre che rivalutati senza computi metrici e senza tenere conto di strutture attigue come, ad esempio, gli spogliatoi. “Abbiamo calcolato una svalutazione media del 25%”. Mentre fa sorridere la rendita annua calcolata per ognuno degli 8 impianti interessati: in media tra 1500 e 2300 euro. In buona sostanza, dato che l’affidamento è per 15 anni, questi impianti hanno ora una valutazione irrisoria, in molti casi sotto i 40mila euro. “È stato svalutato il patrimonio del Comune – hanno concluso Cislaghi, Rizzi e Sciagura –, perciò chiediamo chiarezza al sindaco Landella sperando che provveda ad abrogare quanto disposto in sede di affidamento”.

Ecco, intanto, le associazione sportive alle quali gli impianti sono stati affidati: ASD Gioventù Calcio Foggia, ASC US Genko Italia ASD, ASD Penta Calcio Foggia, ASD Foggia Football Club, ASD San Padre Pio, ASD Audace Futsal Foggia, ASD Foggia Sport e ASD Sporting Club Foggia.