“Società Foggiana” come il clan dei Casalesi, il capo della polizia pensa al “modello Caserta”

Entro un mese dieci nuovi agenti per la questura di Foggia. Questo è emerso dall’incontro dell’altro giorno col capo della polizia, Franco Gabrielli. Basteranno? No, viste le ultime richieste del sindacato Sap. Secondo i poliziotti locali, servirebbero almeno 50 unità, 25 da destinare alla questura del capoluogo, gli altri da smistare nei commissariati della provincia, in particolare a San Severo. Per adesso l’impegno di Gabrielli si ferma a dieci agenti in più e qualche auto-civetta per rafforzare il servizio delle volanti. Sarà necessario l’apporto del Ministero per rendere più efficace il sostegno alle forze dell’ordine.

Nell’incontro tra Gabrielli e i poliziotti foggiani, si è parlato inevitabilmente della guerra di mafia. Il capo della polizia pensa al “modello Caserta” dove sono stati adeguati e rinforzati gli organici per contrastare il clan dei casalesi. L’obiettivo è aumentare sensibilmente le forze di polizia sul campo. Ma anche dotare gli agenti di mezzi e strumenti necessari per affrontare la criminalità organizzata del capoluogo dauno. “Lo ha messo tra le priorità”, ha detto a l’Immediato Giuseppe Vigilante, segretario provinciale del Sap (Sindacato autonomo di polizia). “Ma per la rivisitazione degli organici c’è bisogno dell’intervento del governo. Gabrielli conosce bene il caso Foggia. D’altronde – ha concluso il sindacalista -, i continui episodi di cronaca degli ultimi mesi sono sotto gli occhi di tutti”. 

Durante il vertice in questura non sono mancati i complimenti rivolti da Gabrielli agli agenti che sventarono l’assalto al caveau della NP Service nel giugno 2014 e a quelli che ogni giorno contrastano i clan della “Società”.