Sanità pugliese promossa dalla Sant’Anna di Pisa. Ma la prevenzione è assente

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La Puglia, insieme alla Lombardia, è la Regione che ha avuto il miglioramento più massiccio e cospicuo nell’ultimo anno nel settore Sanità. È quanto emerge dallo studio presentato oggi dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa nel padiglione 152 della Fiera del Levante sulle performance in sanità registrate nel 2015 dalla Regione Puglia che aderisce al network di cui fanno parte 13 Regioni. Una rete di condivisione interregionale che, attraverso 200 indicatori, analizza i risultati raggiunti nel corso dell’ultimo anno dal sistema sanitario regionale. “La Puglia, insieme alla Lombardia, mostra i segnali di maggiore crescita nell’ultimo anno – ha dichiarato il presidente Michele Emiliano -. Quello che più mi soddisfa è il miglioramento della rete di emergenza-urgenza che è in linea con gli obiettivi del piano di riordino ospedaliero. Dobbiamo infatti lavorare al potenziamento della rete puntando ad un numero contenuto di pronto-soccorso che devono però rivelarsi efficientissimi. Bisogna avere una rete che ci consenta di stabilizzare il paziente in ambulanza come stiamo giàfacendo con la Telemedicina, nostra realtà di eccellenza. Possiamo ambire ad essere primi in tutti gli indicatori. Non è difficile – ha aggiunto – basta lavorare con programmazione e sinergia tra Asl e Regione. Dobbiamo puntare ad attrarre mobilità attiva dalle altre realtà regionali in tutti i settori perché vantiamo un eccezionale patrimonio di professionalità e competenze”. Mentre i punti di criticità maggiore riguardano l’elevato tasso di ospedalizzazione per scompenso cardiaco, i costi relativi alla spesa farmaceutica ospedaliera e il mancato coinvolgimento della popolazione negli screening delle principali patologie. “Conoscere i punti di debolezza serve a migliorare – ha dichiarato il presidente Emiliano dopo la presentazione dei dati – proprio per questo abbiamo deciso di sottoporci a questa valutazione, per poter migliorare in maniera mirata le performance”.

Ad illustrare le performance del sistema sanitario pugliese Sabina Nuti, professore ordinario della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che ha spiegato la metodologia utilizzata dal sistema di valutazione che analizza lo stato di salute della popolazione, la capacità di perseguire le strategie regionali, la valutazione sanitaria, quella della esperienza degli utenti e dei dipendenti e, infine, la valutazione della dinamica economico-finanziaria e della efficienza operativa.
I risultati sono rappresentati tramite uno schema a bersaglio che offre un quadro di sintesi della situazione regionale illustrandone punti di forza e di debolezza.

“Il dato interessante positivo è che globalmente nel circuito delle 13 regioni la Puglia insieme alla Lombardia è la Regione che ha avuto il miglioramento più massiccio e cospicuo nell’ultimo anno in termini percentuali. Interessanti le performance sull’ area dell’ emergenza-urgenza sia quella espletata dagli ospedali che dal 118 – ha dichiarato il direttore del Dipartimento Promozione della Salute Giovanni Gorgoni –. Molto lusinghieri – ha aggiunto – i dati che riguardano le attese per la chirurgia oncologica sia maschile che femminile. Rimangono le note criticità che riguardano il tasso di ospedalizzazione per lo scompenso cardiaco e sugli screening, soprattutto quelli principali, sui quali siamo carenti sul fronte dell’offerta attiva, vale a dire invitare la popolazione a fare lo screening. In questo caso la lacuna non è organizzativa sulla diagnosi, quanto sulla capacità di coinvolgere le persone. A livello generale ci portiamo a casa – ha concluso Gorgoni – la conferma che il sistema sanitario regionale è in movimento in senso ascendente”.





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