Caos 118 in Capitanata, sfogo di un medico: “Lavoriamo sotto pressione e in circostanze difficili”

118

Sono un medico dell’emergenza-urgenza dell’Asl di Foggia, per intenderci quelli che riduttivamente sono chiamati medici del 118. Sono uno dei tanti medici che tanti “problemi” sta creando al servizio. Scrivo questa lettera affinché possa essere fatta ulteriore chiarezza sulla situazione attuale ascoltando o meglio leggendo anche la nostra “verità”.

Prima di tutto il termine medico 118 ci va molto stretto. Troppo spesso ci considerano dei meri trasportatori di corpi da portare in tutta fretta in ospedale per assicurargli una assistenza “migliore”. Purtroppo in molti non comprendono che se c’è da fare qualcosa per salvare la vita di una persona, bisogna farlo li e subito. Scappare subito in ospedale talvolta non è la salvezza per il paziente, anzi potrebbe essere un errore fatale per lo stesso. Invece di vederci come una categoria che sta dando problemi, Lei Direttore dovrebbe considerarci come un fiore all’occhiello della sua ASL.

Pur essendoci preclusa ogni opportunità di carriera e di specializzazione, siamo dei professionisti altamente specializzati. Abbiamo competenze cardiologiche, rianimative, neurologiche e chirurgiche da fare invidia a molti altri colleghi. Lavoriamo spesso in circostanze difficilissime: pressioni psicologiche e talvolta anche fisiche da parte di astanti e parenti dei pazienti. Lavoriamo in condizioni meteorologiche quasi mai favorevoli. Lavoriamo in orari, dove la stragrande maggioranza dei medici riposa. Infine, in alcune circostanze, facciamo la differenza tra la vita e la morte di un paziente.

Lei, Egregio Direttore, dovrebbe avere un’alta considerazione di noi. Che cosa avrebbe fatto Lei se firmando un contratto che le garantisce determinati emolumenti all’improvviso il suo datore di lavoro decidesse, di non pagarLe più quanto pattuito? A noi è accaduto. Che cosa avrebbe fatto Lei se alle numerose richieste di incontrare il suo datore di lavoro (da circa 3 anni chiediamo incontri costruttivi) vedesse le stesse ignorate? Che cosa farebbe Lei per tutelare i suoi interessi? Noi non abbiamo opportunità di sciopero con astensione dal servizio, sarebbe interruzione di pubblico servizio. Io, come un gran numero dei mie colleghi, quindi, abbiamo ritenuto opportuno il non andare oltre 168 ore previste dal contratto.

Che cosa farebbe Lei se ritenesse la sua retribuzione non idonea alle responsabilità e alle ore dedicate al suo lavoro? Che cosa farebbe Lei se per “esigenze di servizio” venisse collocato dalle 5 alle 8 volte al mese in una zona distante anche 2 ore dalla sua sede di lavoro? Si è vero l’ASL paga 0,28 euro a km come rimborso, ma questo va inteso per carburante ed usura del mezzo privato, ma le 2 ore per andare e le 2 ore per tornare sottratte alla sua vita non le vengono riconosciute. Sono 4 ore che si aggiungono alle 12 di turno da effettuare. Le 2 ore del ritorno talvolta sono da fare dopo il turno di 12 ore notturno. Allora Lei cosa farebbe? Quale reazione avrebbe nel sapere che se a Lei è stato fatto “un ordine di servizio” per andare a lavorare a 2 ore di distanza dalla sua sede, altri suoi colleghi, con lo stesso contratto, con le sue stesse mansioni, rimangono a pochi passi da casa perché le ore le vanno a fare nei vari Pronto Soccorso nei cui per giunta non sono abilitati a lavorare. E’ lapalissiano che se questi colleghi vanno a lavorare nei Pronto Soccorso rendono scoperte le postazioni dove in realtà dovrebbero prestare servizio. Quale reazione avrebbe se medici con contratto a dipendenza che devono lavorare solo in ospedale e/o nel Pronto Soccorso occupano invece posti in PPIT, in maniera illegale, creando quindi carenza di medici nei Pronto Soccorso?

Insomma Egregio Direttore lo sa che:

  •  I medici che lavorano per il Dipartimento Emergenza Urgenza dell’ASL di Foggia sono a contratto in convenzione, quindi non soggetti ai doveri dei dipendenti.
    SÌ CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.
  •  I medici con contratto a convenzione sono liberi professionisti che però non godono del regime fiscale di un libero professionista?
    SÌ CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.
  •  I medici con contratto a convenzione non prendono tredicesima ne altre mensilità aggiuntive. SI CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.
    I medici con contratto a convenzione non hanno diritto al TRF.
    SÌ CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.
  •  I medici con contratto a convenzione non vedono riconosciuta la malattia dall’ASL ma bensì da una compagnia assicurativa che li paga, nella migliore delle ipotesi, 90 giorni dopo il rientro in servizio. SÌ CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.
  •  I medici con contratto a convenzione più giorni di malattia fanno nell’anno solare, più vedono ridotto il loro rimborso da parte della compagnia assicurativa.
  •  SÌ CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.
  • I medici con contratto a convenzione non sono collocabili in servizio di Pronto Soccorso in quanto questo spetta ai medici con contratto a dipendenza. Questo fa risparmiare l’ospedale in cui lavorano ma continuano a pesare economicamente sul Dipartimento Emergenza Urgenza.

          SÌ CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.

  •  I medici alle dipendenze dell’ASL non possono essere impiegati in servizio del Dipartimento Emergenza Urgenza. Ciò avviene lo stesso, procurando al sistema sanitario intiero più di un danno. Infatti il medico dipendente lascia vacante il posto in PS dove dovrebbe stare e in più sottrae il posto che occupa a colleghi in convenzione che ne avrebbero diritto. Essendo poi vacante il posto in PS si è costretti a chiamare noi dell’Emergenza Urgenza al di fuori delle nostre canoniche 168 ore con ulteriori spese retributive.SÌ CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.
  •  I medici dell’Emergenza Urgenza hanno responsabilità decisamente superiori al medico di base o a quello della guardia medica eppure guadagnano in alcuni casi di meno.SÌ CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.
  • I medici dell’Emergenza Urgenza in attesa di una chiamata da parte della Centrale Operativa dovrebbero sostare, per legge, in locali idonei dal punto di vista igienico. Tali locali dovrebbero essere confortevoli, dovrebbero avere impianti elettrici e idraulici a norma. Le garantisco, per esperienza personale, che non è così. SÌ CHE LO SA. LEI E’ IL DIRETTORE DELL’ASL FOGGIA.

Ho la presunzione che Lei non si sarebbe sobbarcato il suo incarico, con tutte le responsabilità che prevede, per una retribuzione pari a quelle di un suo sottoposto. Egregio Direttore tutti noi abbiamo bisogno di altri per fare bene il nostro lavoro. Alla valida equipe di cui si avvale, prenda in considerazione anche di avvalersi dell’esperienza di chi Emergenza e Urgenza la vive sulla sua pelle quotidianamente.

Si faccia affiancare da persone che conoscono cosa vuol dire portare in ospedale un paziente con edema polmonare in un viaggio, che vista la situazione orografica del nostro territorio, può durare anche 2 ore.
Si faccia affiancare da persone che la mettano al corrente di postazioni con impianti idro-elettrici non a norma, con locali non idonei, con scalini di accesso ormai ridotti a ruderi, certo non sicuri, quando per codice rosso si fanno le scale di fretta e d’inverno sono ghiacciate dal freddo.
Si faccia affiancare da persona che possano descriverLe qual è la tensione che si vive quando gli animi degli astanti e/o dei parenti del paziente sono particolarmente agitati perché ritengono che i soccorsi abbiano tardato, quando la verità è che arrivano da un posto relativamente vicino, ma con viabilità che non permettono se non velocità modeste.
Si faccia affiancare da persone che vivono sulla propria pelle la frustrazione di aver richiesto delle maschere laringee da mesi e mai ottenute e così lo stesso per farmaci e quant’altro sia necessario per i nostri pazienti. Egregio Direttore si faccia affiancare da chi queste tematiche e problematiche le vive tutti i giorni e senza nulla togliere alle Sue competenze e senza volerLe mancare di rispetto o peccare di presunzione potrebbe darLe una percezione forse diversa e più ampia di quella che al momento ha.
Facendo ciò sono sicuro che da “problema” da risolvere, noi medici dell’Emergenza Urgenza, potremmo diventare un fiore all’occhiello che Lei potrà esibire con orgoglio.
Con il dovuto rispetto Le porgo i miei più distinti saluti.

 Patrizio Brancaccio

medico emergenza-urgenza Asl Fg