“Non siamo razzisti ma non li vogliamo”, agricoltori contro progetto di smantellamento del Ghetto

ghetto di rignano

Primi mal di pancia per il progetto regionale che dovrebbe portare al graduale smantellamento del Ghetto di Rignano. In autunno, i primi mille stranieri presenti nella baraccopoli tra San Severo e Rignano Garganico saranno dislocati in alcune tendopoli della provincia di Foggia. Interessati i Comuni di Apricena, Lucera e San Severo. Miglio, sindaco sanseverese e presidente della Provincia, ha dato l’ok. Non del tutto convinti i suoi colleghi Potenza e Tutolo. A Lucera gli agricoltori e lo stesso sindaco, non fanno salti di gioia. “Non siamo razzisti ma nuovi ghetti non ne vogliamo”. Circa 150 gli stranieri che dovrebbero essere trasferiti a Lucera in una zona già definita. Ma i lavoratori non ne vogliono sapere: “Nelle campagne subiamo troppi furti. Rubano rame, trattori, cibo. Si verificano continui episodi di cronaca nera”.

Dunque Emiliano si vedrà costretto ad affrontare anche le resistenze delle amministrazioni locali. Ma il governatore è deciso ad andare fino in fondo e lo ha fatto capire durante l’ultimo vertice in prefettura. Quel Ghetto, già sotto sequestro (con facoltà d’uso), deve essere smantellato. Per farlo verranno attivati gli accordi conclusi dalla Regione Puglia con le prefetture per favorire la domanda e l’offerta di lavoro nel settore agricolo e l’assunzione legale della manodopera attraverso le liste dei centri per l’impiego. Nelle prossime ore si parlerà dell’emergenza e delle misure di contrasto in un incontro presso la prefettura di Bari con l’Autorità di Gestione del Pon Legalità.

 

I cittadini stranieri lasceranno la baraccopoli grazie ad alcuni progetti finalizzati all’accoglienza e all’integrazione degli immigrati, alla lotta al caporalato e allo sfruttamento, da finanziare con le risorse “Pon legalità 2014/2020”. Un modo per evitare che si consumino altre violenze, come quella culminata nella morte di un cittadino maliano pochi giorni fa.

“Smantellamento una priorità”

Sul Ghetto di Rignano si sono espressi Lia Azzarone e Tommaso Pasqua, componenti della Direzione provinciale del Partito Democratico foggiano. “Lo smantellamento del ‘ghetto di Rignano’ – affermano – è una priorità nell’agenda di governo della Regione Puglia e il presidente Michele Emiliano ha indicato un percorso razionale per raggiungere l’obiettivo. Sostituire le tende alle baracche di legno e plastica, garantire servizi igienici dignitosi invece di latrine improvvisate e allacci idrici abusivi, promuovere la socializzazione e contrastare la prostituzione sono azioni che hanno un minimo comune denominatore: restituire dignità ai lavoratori stranieri impiegati nelle campagne dell’Alto Tavoliere.

Il presidente Emiliano ha correttamente interpretato la visione del compianto Guglielmo Minervini, rimasta tale per carenza di fondi e difficoltà logistiche. L’assunzione di responsabilità diretta da parte della Regione Puglia, che ha deciso di utilizzare un’area di sua proprietà per l’allestimento della tendopoli, imprime una positiva accelerazione al percorso di smantellamento del ghetto. Un piano che i sindaci dell’Alto Tavoliere dovrebbero condividere, collaborando al superamento degli ostacoli burocratici e delle contrapposizioni civiche e politiche.

Altrimenti, le dichiarazioni sull’accoglienza dei lavoratori stranieri e le denunce delle vergognose condizioni di vita all’interno del ghetto di Rignano – concludono Azzarone e Pasqua – rimarranno vuota retorica, buona per un titolo di giornale e null’altro”.