Armato e in piedi sulla cassa, arrestato rapinatore seriale di Orta Nova. Incastrato dal tatuaggio

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cammalleriArrestato dai carabinieri di Foggia Francesco Cammalleri, appena 20enne ma già ben noto alle forze dell’ordine. Il giovane, di Orta Nova, è ritenuto responsabile di aver preso parte a tre efferate rapine ai danni del supermercato “MD” di Cerignola il 27 novembre 2015, del “Todis” di Carapelle il giorno dopo e del “Dok” di Ordona il 2 dicembre sempre dello stesso anno. L’indagato, già in carcere per lo stesso reato, in quanto beccato per la rapina del 18 dicembre 2015 al “Gidis” di Carapelle, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Foggia, su richiesta della Procura della Repubblica.

Per i carabinieri una complessa e articolata attività d’indagine che ha consentito di raccogliere una serie di indizi schiaccianti in ordine alle responsabilità del 20enne. In particolare, è stata preziosa la conoscenza accurata delle fattezze fisiche del giovane da parte dei militari operanti che, attraverso uno studio minuzioso di ogni fotogramma relativo alle rapine, estrapolato dai sistemi di videosorveglianza, lo hanno riconosciuto con certezza anche perché già noto per aver commesso analoghi reati. 

Gli investigatori, grazie alla visione delle immagini, hanno appurato che Cammalleri, insieme ad almeno altri tre soggetti in corso d’identificazione, in due casi, si era portato presso le attività commerciali a bordo di un motociclo Piaggio Liberty 500 di colore grigio a lui in uso. Inoltre, uno studio dettagliato dei video, ha permesso di individuare precisamente gli indumenti utilizzati dal giovane per commettere le rapine che, dopo accurata perquisizione domiciliare, sono stati in parte rinvenuti presso la sua abitazione. 

Il modus operandi era simile in tutti i casi. Nella prima rapina quattro soggetti travisati avevano fatto irruzione presso il supermercato “MD” di Cerignola, in via Melfi; due di essi, tra cui Cammalleri, dopo essere entrati con in mano un taglierino, avevano minacciato il cassiere asportando la somma di 200 euro mentre i complici li avevano attesi all’esterno. Nella seconda rapina due giovani giunti a bordo di motociclo Liberty presso il supermercato “Todis” di Piazza Sicilia a Carapelle, avevano fatto irruzione nell’attività. In particolare, Cammalleri aveva esploso in aria alcuni colpi a salve con una pistola e minacciato i clienti mentre i complici avevano asportato dalla cassa la somma di 635 euro. Nell’ultima rapina, commessa ai danni del supermercato “Dok” di Ordona, due giovani, a bordo del Piaggio Liberty, avevano fatto irruzione nell’attività commerciale e, dopo aver minacciato il cassiere con una pistola, avevano asportato la somma di 1.700 euro. 

Con riferimento al ruolo dell’arrestato, si è appurato che il 20enne, in tutte le circostanze, ha attuato lo stesso modus operandi salendo sulla cassa per asportare il denaro, mentre il complice minacciava i presenti. Alcuni capi d’abbigliamento hanno permesso ai carabinieri di identificare il rapinatore. Nello specifico un giubbino di colore giallo, un giubbino di colore rosso, un pantalone mimetico ed un casco che sono stati rinvenuti presso l’abitazione dell’indagato. Nel visionare i fotogrammi della terza rapina, inoltre, i carabinieri hanno saputo individuare anche un tatuaggio con la lettera “F” nella parte superiore del polso destro che corrisponde a quello dell’indagato.

Il malfattore, come detto, era già stato arrestato il 18 dicembre 2015 dai carabinieri per la rapina commessa ai danni del supermercato “Gidis” di Carapelle; anche in quell’occasione era travisato con un casco e, armato di pistola, aveva costretto il cassiere a consegnargli l’incasso della giornata pari a 700 euro circa. Dopo il colpo, assieme ad un complice che lo stava attendendo all’esterno, era scappato via ma, durante la fuga, il mezzo era stato intercettato da una pattuglia dei carabinieri e bloccato dopo un inseguimento. Nell’occasione il complice era riuscito a fuggire mentre Cammalleri era stato bloccato con ancora addosso il denaro poco prima asportato. I militari inoltre avevano proceduto al sequestro del Beverly 500 utilizzato per la fuga che era risultato il mezzo di trasporto utilizzato anche in altre precedenti rapine.