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Home - Stangata ai Francavilla brothers, oltre 4 anni di carcere a testa per quelle minacce al barista

Stangata ai Francavilla brothers, oltre 4 anni di carcere a testa per quelle minacce al barista

Di Francesco Pesante
19 Luglio 2016
in Cronaca
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Da sinistra, Ciro e Giuseppe Francavilla
Da sinistra, Ciro e Giuseppe Francavilla

Dopo un anno esatto dalla sentenza di primo grado, ecco le condanne in Appello per Giuseppe e Ciro Francavilla e per il sodale Giuseppe Scarpiello. I tre, pizzicati due anni fa per la tentata estorsione al titolare di un bar del centro di Foggia, hanno incassato la sentenza nelle scorse ore. 

I giudici della Corte d’Appello di Bari hanno inflitto pene complessive per oltre 12 anni di reclusione. Nello specifico 4 anni ed otto mesi a Giuseppe Francavilla, 4 anni e 2 mesi a Ciro e 3 anni e 4 mesi a Scarpiello. È scattato lo sconto rispetto alla sentenza di primo grado, emessa il 21 luglio 2015 a Foggia. Una sentenza che aveva fatto molto discutere viste le pene maggiori rispetto alle richieste di condanna avanzate dal Pubblico Ministero, Dominga Petrilli.  

Il primo grado

Come detto è di un anno fa la sentenza di primo grado, decisamente più pesante rispetto a quella giunta nelle ultime ore dalla Corte d’Appello. Ciro Francavilla era stato condannato a sei anni e otto mesi di reclusione mentre il pm Dominga Petrilli aveva chiesto una condanna a 5 anni. Per Giuseppe, invece, 6 anni e 10 mesi contro i 5 anni e sei mesi richiesti. Giuseppe Scarpiello, infine, era stato condannato a 4 anni e due mesi mentre il pm aveva chiesto una pena a tre anni e nove mesi. 

I fratelli Francavilla, appartenenti a una delle batterie della Società, Scarpiello e una quarta persona (giudicata in altro rito) avevano chiesto alla vittima 50mila euro da pagare in due tranche da 30 e 20mila euro per evitare ritorsioni e vedersi privato del locale. “Dacci 50mila euro o ci prendiamo l’attività”, una delle minacce rivolte al giovane imprenditore.

I fatti

SCARPIELLO GIUSEPPE modVolevano 50mila euro. Questa la richiesta choc di quattro estorsori di Foggia al titolare di un bar nel centro cittadino. 50mila euro da versare in tre tranche per stare tranquillo ed evitare ritorsioni nei confronti della sua attività aperta al pubblico solo pochi mesi prima.

La vittima però, un 35enne, ha dimostrato grande coraggio denunciando tutto alla Polizia di Stato già dopo la prima richiesta estorsiva. Manette per Giuseppe Francavilla (nato a Foggia il 6 novembre 1978), Ciro Francavilla (nato a Foggia il 13 settembre 1974), Ciro Caione (nato a Foggia l’11 novembre 1980) e Giuseppe Scarpiello detto “Bruno” (nato a Foggia il 19 giugno 1957). Tutti con precedenti di rilievo, dall’associazione a delinquere semplice a quella di stampo mafioso fino a falso, peculato e delitti contro il patrimonio. 

“Criminali di notevole spessore” li ha definiti l’ex capo della squadra mobile, Antonio Annichiarico. Ma torniamo al giovane commerciante che solo qualche mese fa aveva investito tempo e denaro per il suo bar foggiano. Il 35enne si è dimostrato davvero coraggioso tanto che il suo comportamento, secondo gli inquirenti, fa da spartiacque rispetto al passato. Purtroppo sono poche le estorsioni scoperte perchè sono pochi coloro che le denunciano. Questo giovane però, dopo un attimo di sbandamento iniziale, si è convinto a denunciare i suoi aguzzini. Nel corso di quei mesi ci sono stati almeno quattro incontri con gli estorsori. Il titolare del bar è stato bravo a prendere tempo, a chiedere di pazientare, subendo minacce e persino un ceffone durante un incontro avvenuto in pieno centro cittadino. “Uno schiaffo attraverso il quale l’estorsore voleva suggellare il suo potere nei confronti della vittima” – ha detto Annichiarico.  

Gli arrestati vantavano di avere molti altri commercianti a libro paga. “Non siete soli, il problema è grosso. Altri come voi pagano. A Foggia comandiamo noi – e ancora -, quando stavamo al 41bis non abbiamo preso nemmeno un soldo”. Insomma, criminali determinati ad ottenere più denaro possibile. Nel corso di questi mesi avevano persino inviato un “messo”, Giuseppe Scarpiello per far sapere al gestore del bar che in caso di mancato pagamento avrebbero rilevato l’intera attività. “Se non paghi quelli ti prendono il bar”, la frase di Scarpiello al commerciante.

Tags: Ciro FrancavillaFoggiaGiuseppe FrancavillamafiaSinesi-Francavilla
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