Estate, torna la puzza tra Foggia e Lucera. E continua lo scontro tra Provincia e Bio Ecoagrim

Da sinistra, Biscotti e Tutolo
Da sinistra, Biscotti e Tutolo

Con l’estate torna puntuale il “caso puzza” tra Foggia e Lucera. La novità, positiva, riguarda la limitazione del conferimento rifiuti all’impianto Bio Ecoagrim di Dario Montagano per 60 giorni. Da inizio luglio a inizio settembre. Stamattina a Palazzo Dogana, l’annuncio del sindaco lucerino Antonio Tutolo: “L’azienda ha manifestato la volontà di interrompere il conferimento in questi periodi”. Tutti felici? Non proprio. Ieri l’altro Bio Ecoagrim ha lamentato ritardi dell’Ente Provincia sul nuovo piano anaerobico (progetto utile a trasformare in biogas la sostanza organica). 

Secca la replica del dirigente Biscotti: “Sono pronto a denunciare chi ci accusa di rallentamenti. L’ufficio ambiente ha tutta l’intenzione di chiudere questa vicenda e lo dimostrano i nostri ritmi di lavoro. La verità è che Montagano deve ancora decidersi a presentare il progetto”. Nonostante la conferenza dei servizi, Bio Ecoagrim non ha ancora trasmesso documentazioni all’Arpa. Per risolvere il problema della puzza occorre andare tutti nella stessa direzione, altrimenti non ci sarà mai una svolta”. Per Tutolo resta “un problema serio che riguarda oltre 100mila persone della nostra provincia”.

“Ben venga la nuova proposta ma quando sarà realmente formulata?” Chiede il sindaco. Solo pochi giorni fa, Montagano aveva mosso accuse pesanti verso la tecnostruttura di Palazzo Dogana. L’azienda tira in ballo l’accordo del 30 dicembre 2015 con Tutolo e Confindustria: “Un accordo che prevedeva l’impegno ‘perentorio ed essenziale’, da parte del sindaco e degli organi dirigenziali della Provincia di Foggia, di accelerare la tempistica burocratica delle autorizzazioni per la conversione dell’attuale impianto aerobico in impianto anaerobico per il quale non si è ancora avviata alcuna Conferenza di Servizio inerente gli impegni per il rilascio delle Autorizzazioni. Insomma a quanto pare Tutolo – che ha cavalcato anni di proteste, facendo peraltro orecchio da mercante di fronte alla soluzione proposta a suo tempo (quando era consigliere di opposizione) dalla Bio Ecoagrim con un progetto anaerobico teso alla eliminazione della tanto odiata “puzza” – non interessa quella soluzione se non la chiusura dell’azienda, magari definitiva”.

“La Bio Ecoagrim srl ha inoltrato l’istanza per la conversione dell’impianto di compostaggio, da realizzarsi integralmente a proprie spese, ben tre anni fa – fa sapere Montagano –, e non si comprendono le motivazioni di questa lungaggine burocratica resa più farraginosa dall’attuale delegato all’Ambiente della Provincia. La conversione del processo produttivo richiesto dalla Bio Ecoagrim, è indispensabile per eliminare definitivamente l’impatto ambientale degli odori di produzione nell’impianto, e quindi per eliminare le lamentele della popolazione di Lucera e dintorni, che soprattutto d’estate avverte odori nauseabondi,  attribuiti, purtroppo, sempre e soltanto all’impianto di compostaggio di Lucera, anche quando gli odori non sono dell’impianto di Lucera. Lamentele che hanno creato, da sempre, nei confronti dell’azienda, della dirigenza e degli addetti ai lavori, un odio sociale esponenziale”.

Il progetto di conversione dell’impianto da aerobico ad  anaerobico, risulta l’unica valida soluzione alla problematica degli odori di produzione.