Salute mentale, il “Marco Cavallo” di Manfredonia per riflettere sulla riforma Basaglia

Un momento del convegno

Da ieri, nel giardino del Centro Diurno di riabilitazione psicosociale “Alda Merini” di Manfredonia, campeggia “Marco Cavallo”, una scultura realizzata dai maestri cartapestai dell’Associazione “Progetti Futuri” con i ragazzi dell’Associazione “Psychè”.
Il cavallo azzurro, incarnante l’idea di libertà frutto della Riforma 180 per la salute mentale, simboleggia la lotta iniziata più di trent’anni fa con Franco Basaglia e il suo movimento, che ha sancito la chiusura dei manicomi in Italia. Il Marco Cavallo vuole essere proprio il simbolo di liberazione per quelli che soffrono per tutte.
La scultura è stata presentata ad un folto pubblico di utenti ed operatori del Centro durante il seminario di formazione “C’è ancora bisogno di Marco Cavallo?”, volto a promuovere un’attiva e consapevole partecipazione per l’umanizzazione delle pratiche di salute mentale e il miglioramento della qualità della vita.
Foto del PubblicoLa presentazione, nel corso del seminario, del libro “…e tu slegalo subito” di Giovanna Del Giudice, presidente della Conferenza Basaglia, un movimento culturale contro tutte le forme di contenzione, meccanica, chimica e delle istituzioni “neomanicomiali”, e del video-denuncia della situazione delle REMS in Italia, realizzato da Antonio Fortarezza, ha offerto notevoli spunti di riflessione, accompagnati dalla commozione suscitata dai racconti di vita di numerosi utenti del Centro manfredoniano e  di quello sperimentale  di Latiano, il cui nome si ispira proprio a “Marco Cavallo” .
Al convegno non ha voluto mancare il direttore generale della ASL Foggia, Vito Piazzolla, da sempre sensibile alle tematiche legate alla salute mentale, il quale ha espresso parole di lode nei confronti degli operatori per la gestione del Centro “Alda Merini”.