Anabolizzanti killer, numeri da paura: 9 volte su 10 si muore. Racano giunto in ospedale già gravissimo

Gianni Racano

“Per episodi come questo il tasso di mortalità è del 97%“. È perentorio il commento che ci giunge da fonti vicine al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia dove qualche settimana fa era giunto Gianni Racano, 30enne body builder che ha perso la vita mentre si preparava a una gara di culturismo. L’atleta aveva iniettato anabolizzante (acquistato su internet, ndr) sulla gamba, devastando completamente l’arto. “Dall’ecografia è emerso che i muscoli erano praticamente sciolti – informano dal Pronto Soccorso -. Il giovane è giunto in ospedale già settico”.

Dopo l’ecografia si sarebbe intervenuti con un taglio nella parte interessata e ulteriori approfondimenti diagnostici prima del trasferimento al San Paolo di Bari dove il body builder è morto per setticemia. Ma già a Foggia era emerso un quadro completamente scombussolato nell’organismo dell’atleta. Fari puntati anche sulla procedura utilizzata dal 30enne body builder per iniettarsi anabolizzante sulla gamba. Una modalità che avrebbe portato al rapido aggravarsi della situazione fino alla morte. 

La setticemia ha tassi di letalità che vanno dal 20% per la sepsi al 40% per la sepsi grave, ad oltre il 60% per lo shock settico. Nel caso di Racano, come detto, si è arrivati a toccare addirittura il 97%. Dati che spaventano e dovrebbero far riflettere soprattutto negli ambienti del body building.