Malati oncologici, in 5mila lasciano la Puglia per curarsi. “Serve rete Breast Unit”

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Seduta di audizioni quella odierna della III commissione (cui hanno partecipato anche il direttore generale del Dipartimento Salute Giovanni Gorgoni, dirigenti regionali e dell’Ares) che si è occupata di mobilità passiva collegata alla rete delle Breast Unit in materia senologica, della situazione dell’assistenza delle strutture socio sanitarie in Puglia e del regolamento approvato recentemente dalla Giunta regionale sull’assistenza territoriale sanitaria per l’autismo. Sono state ascoltate le osservazioni e i rilievi della associazioni di settore e, in merito al primo punto, del presidente nazionale ANISC (Associazione nazionale italiana senologi chirurghi) Roberto Murgo. La necessità di una rete organica di Breast Unit su tutto il territorio rinviene da una direttiva comunitaria e da una determinazione della Conferenza Stato Regioni, che hanno fissato nel 2016 la scadenza per l’attivazione del servizio. Quest’ultimo dovrà essere articolato sulla base della numerosità casistica (almeno 150 interventi all’anno), della previsione della dotazione per ciascuna ASL con l’individuazione del coordinamento clinico e la multidisplinarietà (indispensabili le figure del chirurgo, dell’oncologo, dell’anatomo patologo e del radioterapista, cui si aggiungono i servizi di supporto). La procedura va accelerata, secondo Gorgoni, tenendo conto che la questione si interseca con il percorso screening che viene svolto prevalentemente in sede extraospedaliera e con la necessità di fissare criteri chiari e univoci in ordine alla individuazione del coordinamento.
La questione prende le mosse da un ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 13 ottobre scorso che, partendo dal dato dei 4888 malati oncologici pugliesi che nel 2014 si sono recati fuori regione per curarsi, chiede di organizzare attivare in maniera capillare le Brest Unità in Puglia. Il presidente della III commissione Pino Romano ha dato mandato al Dipartimento Salute della Regione per la elaborazione in tempi brevi del relativo modello organizzativo con una ipotesi di rete territoriale.
Per quel che riguarda l’assistenza delle strutture socio sanitarie in Puglia è emerso in particolare, nel corso delle audizioni, un atto di significazione e diffida presentato l’1 aprile scorso dalle associazioni di settore per l’aggiornamento delle rette a seguito di alcune sentenze del Consiglio di Stato. In particolare è stato contestato che una deliberazione della Giunta regionale non può andare a modificare quanto previsto da un regolamento regionale. Rilevata anche la mancata attivazione del tavolo di concertazione. I tecnici dell’assessorato hanno preannunciato un disegno di legge a breve che definirà i rapporti giuridici tra Regione, ASL, RSA ed RSSA, ivi incluse le procedure per l’accreditamento. In più sarà ripresa la proposta di legge – ha specificato il presidente Romano – sul modello organizzativo di RSA ed RSSA, mentre in ordine al contenzioso sarà la stessa commissione, d’intesa con la struttura assessorile, ad esaminare le motivazioni dello stesso per cercare di comporlo.
Infine il regolamento sull’autismo: Romano ha fissato a mercoledì 27 aprile il termine per la presentazione degli emendamenti. La prossima commissione (che d’ora in poi si riunirà di lunedì anzichè di mercoledì) avrà luogo il 2 maggio per l’esame e l’approvazione.