Arrestati tre poliziotti a Foggia, spifferavano storie di corna in cambio di soldi. E spiavano nei conti correnti

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Conferenza stampa in procura con Roberto Pititto, capo della squadra mobile

Uno scandalo ha travolto il mondo della polizia a Foggia. Quattro provvedimenti di custodia cautelare sono scattati verso tre poliziotti e una guardia giurata, quest’ultima tuttora ricercata. Queste persone intercettavano abusivamente le telefonate, spiavano flussi di denaro nei conti correnti postali ed effettuavano accesso abusivo al sito del ministero dell’Interno. Inoltre piazzavano microspie con l’obiettivo di ottenere denaro in un secondo momento. Entravano in tutti i sistemi, insomma, col pericolo che potessero far uscire informazioni rilevanti durante importanti indagini. A loro si rivolgevano soprattutto persone interessate a scoprire eventuali infedeltà coniugali. Storie di corna, in buona sostanza. Si trattava di acquistare informazioni.

Manette per Angelo Savino, classe ’71, assistente capo di polizia, già sospeso per infrazioni analoghe dal commissariato di Manfredonia, Alfredo De Concilio (della provincia di Foggia), classe ’77, assistente capo di polizia della Mobile di Napoli e Paolo Ciccorelli, classe ’76, della polizia postale di Foggia, quest’ultimo con funzioni informatiche, gli altri specializzati nelle intercettazioni telefoniche. Si cerca la guardia giurata, quarto dei destinatari del provvedimento. Sono almeno 5 gli episodi accertati in tutto, sempre relativi a informazioni su tradimenti tra coniugi. I poliziotti si facevano consegnare 300 euro per fornire i dettagli al “cornuto” di turno.

Ma come detto, gli arrestati potevano monitorare flussi di denaro di conti correnti postali, verificare procedure aperte e l’Aci per autovetture. Avrebbero messo in piedi questa sorta di sistema per conoscenza diretta o per passaparola. E ora sono accusati di corruzione e peculato. “Su di loro erano arrivate segnalazioni”, ha detto il capo della Mobile di Foggia, Roberto Pititto durante la conferenza stampa di stamattina in procura. Il primo episodio risale addirittura al 2012. Disposto il carcere per i poliziotti Savino e De Concilio, domiciliari per Ciccorelli e per la guardia giurata che per gli inquirenti si occupava di pedinamenti e appostamenti dei soggetti da monitorare.



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