La Via Crucis di Siponto nel programma ufficiale di Puglia Events. È tra le tappe della Settimana Santa

via crucisLa Via Crucis Vivente di Siponto è rientrata nel programma ufficiale sulla Settimana Santa di Puglia Events. L’evento sipontino è stato incluso nelle tappe turistiche riconosciute di interesse dal portale istituzionale “Viaggiare in Puglia”. Quest’anno ai turisti che vorranno informarsi sarà evidenziato anche l’appuntamento sacro di Siponto, insieme agli eventi commemorativi e tradizionali ormai ben conosciuti come la processione del Venerdi Santo di Monte Sant’Angelo e le Fracchie di San Marco in Lamis. La tenacia e perseveranza dei fedeli e simpatizzanti della Parrocchia Santa Maria Regina di Siponto sono state premiate insieme all’impegno che da cinque anni spinge una ottantina di volontari a offrire un momento di spiritualità pubblica ai cittadini di Manfredonia e dei paesi limitrofi. Appuntamento alle ore 20 del 20 marzo, domenica delle Palme per la quinta edizione.

La Via Crucis Vivente è l’unione di due storie di riscatto: la prima è quella dell’Umanità, attraverso la drammatizzazione della Passione che coinvolge ogni spettatore nel proprio intimo. Interpreti del racconto evangelico saranno circa 80 giovani figuranti volontari in costume d’epoca. Il racconto viene valorizzato da musiche e voci narranti e proposto come un racconto composto da quadri di istantanee viventi.
La seconda storia è la valorizzazione e rivalutazione della location archeologica degli ipogei paleocristiani di Scoppa 1 e Scoppa 2, riemersi dall’oblio negli anni ’30. Nel dettaglio l’Ipogeo Scoppa 1 secondo la tradizione sarebbe ciò che resta di una chiesa paleocristiana del V sec. attribuita a Lorenzo Majorano che la costruì nel luogo dove egli approdò venendo dall’oriente, dedicandola ai Protomartiri Stefano e Agata. Resti di mosaico policromo, tipico del V-VI sec. confermerebbero questa ipotesi. L’Ipogeo Scoppa 2 è preceduto da un corridoio che conduce ad un ambiente con due arcosoli (nicchie incassate nella parete, sormontate da un arco, che contengono una tomba, tipiche delle catacombe paleocristiane) e venti loculi complessivi, distrutti per l’utilizzazione dell’ambiente come cisterna.