Sindaco di Betlemme a Manfredonia, accordo per arricchire entrambe le città. “È l’inizio di un cammino”

Vera Baboun
Vera Baboun

Sabato prossimo, 12 marzo, il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, riceverà a Palazzo San Domenico la sindaca di Betlemme, Vera Baboun. L’occasione dell’incontro è scaturita dalla successiva partecipazione della Baboun, nel pomeriggio, alla settima edizione del Premio Chiara Lubich.

Betlemme, che in ebraico vuol dire “casa del pane”: una cittadina di modeste dimensioni (circa trentamila abitanti) nel mezzo di colline pietrose, ma con un valore simbolico tale da essere divenuta capitale dell’immaginario cristiano. E non a caso, è gemellata con decine di città al mondo, più di 40 solo in Italia. Il suo sindaco deve essere cristiano per legge, così decise Arafat nel 1997, nonostante la popolazione cristiana locale sia da tempo in netta minoranza rispetto a quella musulmana. Se poi il sindaco è cattolico, il vice deve essere ortodosso. E viceversa. Fino al 2012, Vera Baboun era preside della scuola di Beit Sahour e docente di letteratura americana all’Università di Betlemme, poi è diventata la prima donna cattolica ad occupare un posto così alto nei ranghi governativi dell’autorità palestinese.

“Palestina: una terra dilaniata da tanti mali, una terra in cui vengono calpestati i diritti fondamentali e che continua a coltivare la speranza di un futuro di pace, a tenere viva l’ansia di consegnare un futuro migliore alle nuove generazioni. Non riuscirò ad incontrare di persona la sindaca di Betlemme per impegni assunti in precedenza, ma ci tengo particolarmente a rivolgerle il più cordiale saluto, a nome dell’intera assise comunale”, dice il presidente del Consiglio comunale, Antonio Prencipe.

Nel corso dell’incontro che si svolgerà alle ore 10, nell’aula consiliare della Città di Manfredonia, si sottoscriverà una sorta di lettera di intenti o accordo preliminare per sondare la possibilità di stringere rapporti più stretti tra Manfredonia e Betlemme. Quello che, a detta del sindaco, può essere “l’inizio di un cammino fatto di comuni valori e comuni speranze”.

“Ci potrebbero essere le condizioni – conclude Angelo Riccardi – affinché si crei un solido rapporto capace di arricchire noi, le nostre città e i nostri cittadini. Tante sono le idee a cui potremmo dare concretezza, per fortificare questo lungo ponte che lega la nostra città con il luogo simbolo della cristianità”.