Rifiuti, il buco nero di Passo Braccioso. “Ultimi dati su inquinamento risalgono a 8 mesi fa”

Passo Breccioso

Il sindaco Franco Landella ringrazia Michele Emiliano per la nomina a sub-commissario dell’OGA (Organo di Governo d’Ambito – Ambito Territoriale Ottimale rifiuti) ma la declina a causa delle indagini della Procura della Repubblica sulle condizioni ambientali della discarica di Passo Breccioso. “Ho segnalato al governatore Emiliano la possibilità di indicare quale sub-commissario dell’OGA di Foggia il presidente di Amiu Puglia SpA, Gianfranco Grandaliano, anche in virtù dell’esperienza e della conoscenza delle questioni riguardanti il tema del ciclo dei rifiuti maturate alla guida dell’azienda”. Il governatore ha accolto la segnalazione e ha già provveduto a firmare il decreto di nomina di Grandaliano. Ha deciso, Landella, di non cogliere questa opportunità che nel ridisegno della legge regionale sul ciclo dei rifiuti – al quale sono legati i commissariamenti delle OGA della Puglia – conferisce un ruolo decisivo agli enti locali e ai sindaci. Dopo il fallimento di Amica e l’affidamento alla barese Amiu spa della raccolta di rifiuti, Foggia lascia a Bari ancora altre responsabilità.

L’ampliamento avviato dal Comune

Le indagini avviate dalla Procura riguardano la discarica di passo Breccioso ex Agecos acquisita dal Comune l’anno scorso per 1 milione e 50mila euro. Alcuni valori sarebbero fuori norma a seguito di rilevamento nei pozzi e i risultati delle analisi non sarebbero state comunicate alle autorità competenti. I confini di quanto è oggetto di indagine non sono chiari perché in una zona ad alta densità di discariche qual è appunto quella di Passo Breccioso (se ne contano 5 o 6) la ex Agecos e quella gestita da Frisoli con appalto del Comune sono confinanti. Fra le due c’è un vuoto da cui deriva l’intenzione di ampliamento della Frisoli con parti d’appoggio (con muri d’appoggio) di quanto di recente acquistato. Intorno si trovano dei pozzi che servono appunto per i rilievi e che sono stati creati in base alla legge sulle discariche per impianti che sono antecedenti all’anno 2000.

La questione in consiglio comunale

La questione, in ambito amministrativo, da tempo viene analizzata e sottoposta a richieste di accertamento e di verifiche, oltre che di critiche sui costi di gestione, da parte dei consiglieri di opposizione Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura. Con loro e il presidente del circolo Che Guevara Giorgio Cislaghi che dice all’Immediato: “In consiglio comunale si era detto che si acquisiva qualcosa i cui costi di bonifica erano ignoti e senza un piano, soprattutto per una discarica quale la ex Agecos non gestita dal Comune ma funzionale a un privato, Bonassisa, con tutti i problemi connessi”.

Cislaghi: “Gli ultimi dati 8 mesi fa”

Ma a quando risalirebbero gli ultimi dati che monitorano la situazione delle falde e che sono stati richiesti dai consiglieri di opposizione Rizzi e Sciagura nei mesi scorsi? “Quelli che abbiamo – dice Cislaghi- sull’inquinamento delle falde e sulla mappatura dei pozzi peziometrici che circondano le discariche risalgono a circa 8 mesi fa. Troppo poco se si considera che i rilevi dovrebbero essere mensili o quasi, quindicinali in caso si tratti di un depuratore, a cura dell’ente che detiene la struttura potenzialmente inquinante e tramite l’Arpa, che poi comunica all’assessorato all’ambiente. Ci sono stati dati due fogli soltanto sulle falde e sulla mappatura, troppo poco se si considera che parliamo almeno di venti pozzi. Quando il Comune ha deciso di ampliare serviva una nuova certificazione di Via (valutazione di impatto ambientale, ndr) fornita dalla Provincia, come minimo, oppure dalla Regione. Sul depuratore abbiamo presentato un esposto in Procura e su questo caso della discarica l’abbiamo preceduta di molti giorni”.