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Home - Tentarono di svaligiare il Banco di Napoli a Foggia, ora la banda è in libertà. Tra loro anche guardie giurate

Tentarono di svaligiare il Banco di Napoli a Foggia, ora la banda è in libertà. Tra loro anche guardie giurate

Di redazione
2 Marzo 2016
in Cronaca
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Assolti dall’accusa di aver tentato di svaligiare il caveau del Banco di Napoli a Foggia. Si chiude così il processo “Double Key” contro una banda composta anche da guardie giurate. Cinque gli imputati coinvolti nel furto fallito alla filiale di corso Vittorio Emanuele. Tre di loro rispondevano anche di una rapina a un tir carico di prodotti farmaceutici lungo la statale 16. Per questo reato, che fruttò oltre 80mila euro, il gup del Tribunale di Foggia ha condannato a 4 anni di reclusione Elio Maccione e Vincenzo D’Angelo, mentre ha assolto il terzo imputato, Marcello Di Sibbio. Per tutti, però, è scattata la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno, in accordo con il Tribunale del Riesame. Decisione dovuta al fatto che il colpo alla banca fallì.

I fatti 

Grazie a pedinamenti e appostamenti, gli uomini della squadra mobile scoprirono l’esistenza di un gruppo criminale consolidato, dedito all’organizzazione di reati predatori. Vennero arrestati Marcello Di Sibbio, classe ’58 (ex guardia giurata), Domenico Di Sapio (ex guardia giurata), classe ’69, Vincenzo D’Angelo, classe ’81, Giuseppe Carmellino, classe ’64 ed Elio Maccione, classe ’57. Grazie a Di Sapio e al supporto di Carmellino, la banda riuscì a duplicare la chiave d’accesso alla porta d’emergenza del Banco di Napoli di corso Vittorio Emanuele al fine di assaltare il caveau e le relative cassette di sicurezza. Un primo accesso nel gennaio 2015 fallì solo a causa della riproduzione non esatta della chiave mentre altri tentativi sono sempre saltati per via di azioni preventive messe in atto dagli agenti della mobile. Il successivo arresto di Di Sapio per un episodio analogo ai danni del caveau del Banco di Napoli di piazza Puglia fece desistere il gruppo criminale dal portare al termine il colpo. Domenico Di Sapio, infatti, era appartenente anche al gruppo – capeggiato da Olinto Bonalumi – che nel 2012 svaligiò il Banco di Napoli proprio di piazza Puglia. Una mega rapina che arricchì quella banda e anche lo stesso Di Sapio tanto che l’ex vigilantes cambiò il suo tenore di vita affittando una casa al mare e concedendosi un viaggio nel Regno Unito. Per quella rapina del 2012, Di Sapio venne arrestato. Oggi a lui si riconduce anche quest’altro gruppo criminale, meno “fortunato” del primo.

Ma la banda arrestata non tentò solo di colpire le banche. Il 16 febbraio scorso, Di Sibbio, D’Angelo e un terzo componente si resero responsabili di una rapina a mano armata con sequestro di persona ai danni dell’autista di un furgone che trasportava farmaci per un valore di circa 100mila euro. Atto criminale consumato attorno alle 3 di notte sulla tangenziale di Foggia dove l’autista venne preso con la minaccia di un’arma e abbandonato nelle campagne di Borgo Incoronata. Mentre i farmaci rubati non sono mai stati recuperati. L’operazione denominata “Double Key” svelò l’esistenza di una banda organizzata pronta a tutto per ripulire gli istituti di credito della città capoluogo. 

Tags: Banco di NapoliDouble KeyFoggiapolizia
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