Tesseramento gonfiato nel Pd, Gentile: “Ma dove si sono iscritti?”. Piemontese: “Siamo più di mille”

Numero di tessere del Pd anno 2015 secondo il segretario cittadino Mariano Rauseo: 467. Le difende a colpi di comunicati dopo che si è espressa Elena Gentile, l’eurodeputato che chiede a Michele Emiliano di chiarire “l’anomalia” dei 600 cartellini in più rivendicati dall’assessore regionale Raffaele Piemontese. Esternano in serie. Parte a chiusura delle operazioni la Gentile, segue Rauseo, le restanti se le intesta Piemontese ancora segretario provinciale in carica oltre il comitato di reggenza e fino al congresso.

I toni della dirigenza cittadina sono incandescenti: “Hanno fatto una furbata, una forzatura, sono amici loro quelli che hanno tesserato fuori dal tempo massimo. Ma dove le hanno fatte queste tessere?”. Il numero degli iscritti online per tutta la Capitanata si aggira, pare, intorno alle 120 persone.

Gentile: “Tesseramento anomalo”

Mariano Rauseo
Mariano Rauseo

Perché l’iter è noto, Elena Gentile rinfresca la memoria a Piemontese. “Non sono transitate nel luogo deputato queste adesioni, per me non esistono, devono essere firmate dal segretario cittadino. Devono passare per un circolo, non per via Taranto, sede della federazione provinciale. Poteva invitare i suoi amici a seguire delle regole che non possono sfuggire a uno che come lui è cresciuto nel partito e che da tempo naviga in queste acque. Rauseo è stato bypassato, è come se ti trovi uno a pranzo senza averlo mai visto. E’ ora di mettere un punto a queste pratiche e di rispettare la tracciabilità”.

Si sa per certo che sono tessere di Foggia, non transitate dal circolo di via Isonzo né da quello in via Matteotti, numeri contro altri numeri a specchio di un equilibrio del partito che conta sui militanti, certo, ma anche su tanti consiglieri comunali, dirigenti vari e portatori di consensi che decretarono la vittoria di Mariano Rauseo segretario cittadino. Gli assetti cittadini sono cambiati dopo le regionali e Raffaele Piemontese, assessore regionale, deve essersi vagamente crucciato quando ha saputo che erano 467. Ma come – questi i ragionamenti di chi conteggia senza elenchi, visibili solo agli addetti ai lavori – se Manfredonia ne ha totalizzate oltre mille Foggia avrebbe dovuto averne almeno tremila!
Che non ci sono e per cui si fa una “guerra al ribasso”, intesa come pacchetti di riferimento verso il congresso. Sulla tendenza al “meno siamo meglio stiamo” che il segretario provinciale addossa a chi obietta sui risultati degli iscritti Elena Gentile non esita: “Staremmo meglio se ci fosse un’autentica politica che apre a chi viene da altre esperienze, io sono attenta a queste dinamiche, ma non acquisendo pezzi di ceto politico. Perché non sono andati al circolo a iscriversi? Questa è la domanda cui deve rispondere Piemontese”.

Piemontese: “Verificare per credere”

Che replica: “E’ tutto regolare, le tessere sono la metà del 2013. L’anomalia è pensare che a Foggia sia normale avere 450 iscritti. Nel 2015, con l’appendice di gennaio e febbraio 2016, ne abbiamo avuti circa 4.000 in meno del 2013 quando si svolsero i congressi provinciale, regionale e nazionale. E sono certo sia del tutto improponibile il paragone con altre realtà dove, forse, c’è stato il tentativo di penetrazione da parte di ambienti del centrodestra. Quindi, mi è difficile comprendere quali siano le anomalie politiche e numeriche di un tesseramento condotto con trasparenza ed efficienza, della cui organizzazione mi assumo ogni responsabilità. Evidentemente c’è chi pensa che meno siamo e meglio stiamo. Una logica minoritaria i cui effetti si misurano nelle grandi e piccole città della Capitanata”.

Che non cita ma che confronta, Cerignola e Manfredonia con risultati diversi: nella prima governa una civica e il circolo cittadino del Pd ha circa 500 iscritti, nella seconda il Pd da oltre vent’anni con 1200 tessere al partito. A Foggia governa il centrodestra.
Piemontese aggiunge che “tutti i rilievi di tipo procedurale saranno esaminati dagli organismi competenti secondo le procedure regolamentari e statutarie”, nel caso si voglia verificare. Ma al congresso saranno valide? “Loro – dice Rauseo – le vogliono considerare valide”. E restano sospese le tessere online, forse 120.