Inceneritore Marcegaglia, dubbi sulle autorizzazioni. M5S: “Ripercussioni negative sull’ambiente”

Inceneritore di Manfredonia

“E’ pronto all’esercizio permanente l’impianto Eta-Mercegaglia in agro di Manfredonia (FG), ma va rilevato che l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) rilasciata il 14 settembre 2010 in ossequio alla legge allora vigente n. 59 del 2005, prevedeva il rinnovo ogni 5 anni, successivamente con il sopravvenuto dlgs 46/2014 a tale autorizzazione vengono allungati i termini a 10 anni, sempre se nel frattempo non siano intervenuti altri motivi per richiederne il riesame”.
Sollecitata dal minuzioso lavoro del “Comitato contro l’inceneritore di Borgo Tressanti – Cerignola”, interviene in merito la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Rosa Barone, che dichiara: “Ho opportunamente inviato richiesta Via PEC a tutti gli Enti Locali interessati dagli effetti dell’impianto in questione, quali: Provincia di Foggia (Ente procedente), e i Comuni di Cerignola, Foggia e Manfredonia, affinché sollecitino un nuovo procedimento di riesame AIA. Nello specifico ho provveduto a richiedere al Settore Ambiente della Provincia di Foggia, di conoscere il carteggio intervenuto con l’istanza del Gestore sull’applicazione delle nuove disposizioni di legge per la dilatazione dei tempi di riesame da cinque a dieci anni dell’AIA in oggetto, insieme ai termini di gestione della proroga”. Poi prosegue: “Inoltre ho chiesto se vi è l’esistenza della ‘Relazione di Riferimento’ in merito  allo stato di qualità del suolo e delle acque sotterranee; infine, a tutti gli Enti in destinazione di avanzare richiesta di riesame dell’AIA al fine di conseguire un livello elevato di protezione dell’Ambiente nel suo complesso e di applicare le migliori tecniche disponibili”. Prima di concludere: “Viste le continue interruzioni, fra manutenzione ordinaria e straordinaria che l’impianto ha subito negli ultimi anni; le forti e negative ricadute che l’infrastruttura produrrebbe a livello ambientale; confido nella particolare attenzione delle istituzioni nella valutazione di ogni aspetto volto a garantire la salvaguardia della salute pubblica, del territorio e dell’economia locale”.
Come ricordato in altre occasioni dal presidente del suddetto Comitato, Matteo Loguercio, l’ultima autorizzazione ottenuta da ETA-Marcegaglia, (precisamente il 16 novembre 2015 e pubblicata sul bollettino ufficiale regionale n. 154 del 26 novembre successivo, utile a conseguire incentivi alla produzione di energia elettrica dal combustibile derivato da rifiuti (CDR) bruciato nell’inceneritore nei pressi di B. Tressanti), dev’essere impugnata davanti al TAR per opporsi a questa ulteriore concessione, viste le tante incongruenze già rilevate dal Comitato stesso nelle Conferenze di Servizi, ed altre che possono emergere dalla lettura del provvedimento stesso. Termine ultimo per la notifica del ricorso all’autorità che ha emanato il provvedimento e alla controinteressata ETA, è il 25 gennaio prossimo.
Vi è da considerare che ETA chiede gli incentivi ad un impianto che il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), l’organismo che riconosce tali incentivi, non ha qualificato come impianto alimentato da fonti rinnovabili (IAFR), contro il quale ETA ha ricorso al TAR Lazio ed attualmente pende ancora il giudizio.