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Home - Adriatico nelle mani dei petrolieri, si scatena la battaglia contro le trivellazioni. Iniziative a Manfredonia e Termoli

Adriatico nelle mani dei petrolieri, si scatena la battaglia contro le trivellazioni. Iniziative a Manfredonia e Termoli

Di redazione
14 Gennaio 2016
in Turismo
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Domenica a Termoli, lunedì a Manfredonia per dire no alle trivellazioni al largo delle Isole Tremiti. Nella città molisana si terrà una riunione di coordinamento dei movimenti che in Italia si stanno battendo contro le trivelle e contro la devastazione e il saccheggio ambientale che si vuole compiere. “Tutto l’Adriatico nelle mani esclusive dei petrolieri – commentano gli organizzatori -. Il permesso di ricerca rilasciato davanti alle Tremiti e a Termoli alla Petroceltic è solo un assaggio amaro e tra poco sarà un vero e proprio far west con un quadro devastante che si aggiunge alle decine di titoli minerari già rilasciati”.

“E’ opportuno che il Governo revochi le autorizzazioni per la ricerca del petrolio in Adriatico rilasciate prima dell’approvazione della Legge di Stabilità”. Lo afferma Michele Bordo, presidente della Commissione Politiche UE della Camera, annunciando la partecipazione all’incontro in programma nella mattinata di lunedì 18 gennaio, nel Comune di Manfredonia, tra le associazioni #notriv e le istituzioni. “La Legge di Stabilità – continua Bordo – stabilendo che non è possibile effettuare ricerche petrolifere entro 12 miglia dalla costa, ha senz’altro segnato un positivo passo in avanti rispetto alle originarie previsioni dello #sbloccaItalia. Anche per questo motivo a tanti è parsa sbagliata la concessione rilasciata il 22 dicembre. Personalmente, pur riconoscendo che l’autorizzazione non prevede le trivellazioni, come affermato da più parti, ma solo il passaggio di una nave oceanografica oltre le 12 miglia dalla costa per un’unica campagna geofisica della durata di 2/3 settimane, ritengo che sia stata comunque un errore. Ho sempre sostenuto la pericolosità potenziale dell’estrazione di petrolio, peraltro di bassa qualità, nell’Adriatico e la necessità di valorizzare, invece, le sue potenzialità ambientali e turistiche. L’ho fatto quando governava il centrodestra e non cambio idea adesso perché governiamo noi. L’ecosistema dell’Adriatico è assai delicato – conclude Bordo – una sua malaugurata alterazione determinerebbe un danno ambientale enorme ed un altrettanto rilevante danno economico alle comunità costiere che vivono principalmente di pesca e turismo”.

trivelleadriatico

Indagini “Air Gun”?

All’indomani del chiarimento da parte del ministro Federica Guidi, che ha smentito qualsiasi trivellazione nel mare a nord delle Isole Tremiti e ha precisato trattarsi di permessi per indagini “Air Gun” del sottosuolo e dopo il timeout di Renzi, che ha chiesto di verificare la veridicità degli allarmi, sono i circoli Pd del Gargano a prendere la parola e a invitare i rappresentanti del governo a recarsi sul promontorio per un confronto con le amministrazioni locali e i cittadini e chiarire de visu la questione.
“Non abbiamo, ad oggi, gli elementi e le competenze per capire cosa realmente è stato autorizzato nel mare che abbiamo di fronte – scrivono i circoli dem del Gargano – e se pure in parte rinfrancati dalle parole del ministro Guidi, ci domandiamo a cosa servano delle indagini del suolo se non vi è la volontà di estrarvi combustibile fossile, qualora ve ne sia.
Lo specchio di mare nel quale ormai la stampa nazionale paventa un’attività off-shore propedeutica, richiede considerazioni di merito per caratteristiche geofisiche e peculiarità ambientali. Invitiamo, perciò, il ministro Guidi e i competenti funzionari del Ministero a venire sul Gargano, dove li attendiamo in un tavolo istituzionale, con tutte le garanzie del caso, che possa chiarire una volta per tutte le intenzioni del governo sulle politiche energetiche, se necessario non solo di quest’area.
Avremo modo, in quella occasione, di far conoscere loro il nostro territorio nella sua completezza, dalla bellezza del suo paesaggio alle criticità ambientali e geomorfologiche: la presenza fisica nei territori, il più delle volte, è il mezzo più efficace per spiegare le tensioni che si creano a livello locale su alcune scelte dei governi centrali.

L’annuncio di Marino

“Azione Pd” sarà presente al primo incontro per dire no alle trivellazioni e all’utilizzo di qualsiasi tecnica invasiva e devastante di ricerca del petrolio in Adriatico”. Ad annunciarlo è Dino Marino, ex consigliere regionale del Pd. All’evento, previsto alle 10 presso il comune di Manfredonia,  saranno presenti tutti i sindaci della provincia di Foggia, i parlamentari, i consiglieri regionali e provinciali, i rappresentanti delle associazioni #?notriv e ambientaliste di Puglia e Molise e i presidenti delle Regioni, Michele Emiliano e Paolo Frattura.

“In base a quanto dichiarato da Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo, il secondo più grande spiaggiamento di tutto il Mediterraneo, quello avvenuto il 12 settembre scorso a Vasto,  è causato dalla “ricerca petrolifera in mare e, in particolare dall’utilizzo della tecnica dell’ “Air Gun”. La stessa tecnica di ricerca che dovrebbe essere usata presso le Tremiti e in tutto l’Adriatico. Un procedimento invasivo e dannoso che metterebbe a repentaglio una delle nostre risorse più prezioso e il suo delicato ecosistema. Dobbiamo organizzarci, fare sentire la nostra voce con forza e autorevolezza”, spiega Marino.

Petizione online, oltre 30mila italiani contro le trivelle

Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi festeggia le 30mila adesioni in un solo giorno a una petizione online all’indirizzo change.org lanciata “per salvare le Tremiti, Pantelleria e i mari italiani”. Le mail della petizione stanno arrivando alla casella del ministro dello Sviluppo economico al ritmo di 20 al minuto, 1200 all’ora.
“Siamo di fronte a uno straordinario esempio di partecipazione e condivisione – dichiara Gianfranco Mascia, responsabile delle campagne dei Verdi – in cui i cittadini fanno sentire la propria voce per la difesa di un bene comune, il mare, e dei paradisi italiani messi in pericolo dalle autorizzazioni del ministro Guidi”. “Adesso a chiedere al governo di revocare le autorizzazioni concesse dal ministro Guidi – aggiunge Bonelli – non sono solo i Verdi e qualche ambientalista ma anche più di 30mila italiani. Rinnoviamo l’appello a Renzi affinché il governo revochi le autorizzazioni del ministro Guidi”.

Tags: dino marinoFederica GuidiManfredoniamatteo renziMichele BordoNo trivPetroceltictermoli
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