Manfredonia, rivolta contro la chiusura dell’ospedale. Promossa una mobilitazione generale

A Manfredonia la conferenza dei capigruppo in consiglio comunale. Sul tavolo il destino dell’ospedale cittadino. Espressa da tutti la preoccupazione per quanto appreso dalle fonti di informazione in merito al Piano di Riordino Ospedaliero che la Giunta regionale intende approvare e che sacrifica l’ospedale di Manfredonia “in nome di non giustificati principi di razionalizzazione della spesa sanitaria”. La conferenza, inoltre, manifesta il proprio sdegno per le scelte assunte dalla Regione in spregio delle istanze provenienti dal territorio ed in assenza di coinvolgimento degli attori locali, primi fra  tutti i comuni gravitanti intorno al Presidio Ospedaliero di Manfredonia.

“Ciò provocherebbe inevitabilmente la compromissione del fondamentale diritto alla salute della popolazione locale e dell’intero territorio – si legge nella nota dei capigruppo – che si vedrebbero costretti a far ricorso a strutture sanitarie situate troppo lontane dalle proprie città con la conseguenza di sovraffollare i restanti presidi ospedalieri. Alla luce di quanto sopra la Conferenza, facendosi portavoce delle istanze del territorio, promuove una mobilitazione generale mediante le seguenti azioni: convocazione di urgenza del consiglio comunale nel quale discutere il problema in questione ed approvare un ordine del giorno con cui si impegni il presidente della Regione Puglia e l’intera Giunta a tenere in considerazione, in sede di approvazione del Piano, delle caratteristiche orografiche del nostro territorio nella sua interezza che supera abbondantemente i 100.000 abitanti. Richiesta ai rappresentanti presso la Regione eletti nella nostra provincia, nonché ai partiti politici, di partecipare al consiglio comunale per fare proprie e rappresentare le richieste provenienti dal massimo consesso cittadino. Richiesta agli stessi di attivarsi perché si pratichino le soluzioni più opportune per far sì che lo stesso Piano possa tenere conto delle urgenze del territorio e della salvaguardia del Presidio Ospedaliero di Manfredonia. E, infine, l’istituzione di una Commissione Comunale Speciale con la finalità di analizzare ulteriormente il problema onde presentare opportune proposte risolutive dello stesso”.

Il sindaco Riccardi: “Confido nella sensibilità di Emiliano”

“L’ospedale di Manfredonia non può e non deve chiudere”. È quanto dichiara il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, a seguito delle notizie diffuse sul piano di riordino ospedaliero che verrà portato domani in Giunta Regionale e che prevede un forte ridimensionamento dell’ospedale di Manfredonia, tale da determinarne, di fatto, la chiusura, declassandolo a poliambulatorio. “E non lo dico per fare del campanilismo in quanto sindaco di Manfredonia, ma perché quanto si prendono delle decisioni, specie se riguardano un settore delicato come la sanità, occorre agire con logica, valutando con estrema attenzione le conseguenze di ogni azione”, continua Riccardi. “Così come evidenziato dal consigliere regionale del Partito Democratico Paolo Campo, non c’è una sola cifra, un solo dato che motivi e giustifichi tale decisione inerente l’ospedale di Manfredonia”. Il primo cittadino sipontino sottolinea quindi l’importanza del San Camillo, che assicura i livelli essenziali di assistenza per un bacino di utenza di circa 100 mila persone. È a Manfredonia, infatti, che fanno capo anche Zapponeta, Mattinata, Monte Sant’Angelo e Vieste. “Mi auguro che il presidente Michele Emiliano sia consapevole che sarebbe un grosso errore portare alla chiusura l’ospedale di Manfredonia. Per questo confido nella sua sensibilità, ed auspico che possa esserci un ripensamento prima dell’approvazione del piano di riordino che permetta al nosocomio sipontino di continuare a svolgere un ruolo fondamentale nel territorio garganico”.